Alexandru Munteanu si è dimesso all’improvviso ieri mattina. “Appena ho capito di non poter più svolgere il mio mandato in conformità con i miei principi e le mie convinzioni, ho scelto di andarmene”, ha detto l’economista lasciando la guida del governo della Moldavia, ma senza dare altre spiegazioni. Voluto dalla maggioranza europeista del Partito azione e solidarietà guidato dalla presidente della Repubblica Maia Sandu, Munteanu era stato scelto per il suo profilo tecnico, dopo oltre 20 anni di carriera in istituzioni internazionali di livello assoluto come la Banca mondiale. Il suo compito era attuare le riforme chieste da Bruxelles per l’ingresso del paese nell’Ue. La tempistica del passo indietro è apparsa quantomai insolita alla luce del fatto che proprio nelle stesse ore i 27 Stati membri hanno dato l’ok a inviare a Moldavia e Ucraina la lettera formale in cui l’Ue comunica ai Paesi candidati di ritenerli pronti ad avviare i negoziati per la loro adesione all’Unione.
Una tempista insolita, ma non casuale. Il passo indietro del premier è arrivato dopo la scoperta di uno degli scandali più gravi nella recente storia della Moldavia. A metà giugno un’inchiesta del quotidiano europeista Ziarul de Garda ha svelato un verminaio di irregolarità nella gestione della MoldATSA, l’agenzia dello Stato che controlla il traffico aereo. La prima testa a cadere è stata quella del direttore generale Dumitru Vangheli. Nominato ad interim nell’estate del 2024, Vangheli sarebbe diventato Dg nel settembre 2025 grazie a un curriculum in cui dichiarava di aver conseguito in Canada una licenza di pilota e di aver lavorato su velivoli ATR-72 e Boeing 737 NG come co-pilota per Air Canada tra il 2012 e il 2014. La compagnia aerea ha però smentito precisando che in quegli anni gli aerei indicati neanche volavano per Air Canada.






