| 4 Luglio 2026 15:02 |

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(Adnkronos) –

Negli ultimi tempi sui social si sta registrando una singolare attenzione nei confronti dell’urina. “Dai video in cui si analizzano le sfumature cromatiche del flusso fino alle derive più estreme, come le presunte virtù terapeutiche dell’urinoterapia, il tema è diventato virale. Tuttavia, al di là delle mode del web, l’urina rappresenta un indicatore biologico fondamentale, una sorta di ‘report quotidiano’ dello stato di salute dell’organismo”, dice all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica Università Lum Giuseppe Degennaro

Esaminando il fenomeno dal punto di vista medico, secondo Minelli emergono cinque aspetti cruciali tra scienza, comportamento e biologia: 1) “Una delle tendenze più controverse e prive di fondamento scientifico riguarda il consumo terapeutico della propria urina. Dal punto di vista fisiologico, questa pratica non apporta alcun beneficio e risulta, al contrario, potenzialmente controproducente – avverte – L’urina è costituita per il 95% da acqua, ma il restante 5% è un concentrato di sostanze che l’organismo ha attivamente selezionato per l’espulsione: scarti azotati come l’urea, acido urico, creatinina, sali in eccesso e tossine precedentemente filtrate dai reni. Reintrodurre questi elementi nel sistema digerente costringe l’apparato renale a un sovraccarico di lavoro per eliminare nuovamente sostanze già scartate, smentendo qualsiasi presunto effetto ‘detox'”.