Di: Manuel Rentsch/SRF News, articolo originale - Redazione RSI Info, adattamentoOggi in Svizzera lavorano più persone che mai. Secondo la statistica della popolazione attiva, il numero di occupati è salito a 5,4 milioni, con un aumento di oltre il 5% in cinque anni. Un’altra rilevazione, la statistica dell’occupazione basata su sondaggi presso le aziende, registra addirittura una crescita del 7,5%, per un totale di 5,5 milioni di occupati.La crescita rallentaEntrambe le statistiche mostrano però un rallentamento. Il mercato del lavoro ha perso dinamismo e vengono creati meno posti rispetto al periodo immediatamente successivo alla pandemia. Lo confermano anche i dati sui posti vacanti: nel 2022 erano 123’000, a fine 2025 solo 86’000, con una tendenza al ribasso.I nuovi impieghi sono stati creati per diverse ragioni: l’effetto di recupero dopo il blocco economico, le numerose pensioni della generazione dei baby boomer e la necessità di personale aggiuntivo in diversi settori, tra cui: sanità, assistenza sociale, amministrazione pubblica e scuole.Forte aumento della manodopera stranieraIl bisogno di manodopera è stato soddisfatto da molti datori assumendo all’estero. In cinque anni il numero di lavoratori stranieri è aumentato del 15%, raggiungendo i 2 milioni. Nello stesso periodo la manodopera svizzera è cresciuta dello 0,4%, attestandosi a 3,6 milioni.“L’aumento della manodopera straniera è il risultato di una forte immigrazione”, scrive l’UST. Senza le naturalizzazioni l’effetto sarebbe stato ancora maggiore. Tra il 2020 e il 2024 circa 120’000 lavoratori stranieri hanno ottenuto la cittadinanza svizzera. Senza queste naturalizzazioni, la manodopera straniera sarebbe aumentata del 21,8%, mentre quella svizzera sarebbe diminuita del 2,9%.Nel quarto trimestre del 2025 il 35,8% della popolazione attiva era straniera, contro il 32,8% di cinque anni prima.Salari in crescitaDel mercato del lavoro robusto degli ultimi anni hanno beneficiato anche i lavoratori. Nel 2025 i salari reali in Svizzera sono aumentati dell’1,6%, la crescita maggiore dal 2009. Un fattore determinante è stata la stabilità dei prezzi, con un’inflazione di appena lo 0,2%.Tradizionalmente il lavoro a tempo parziale è più diffuso tra le donne che tra gli uomini. L’anno scorso il 58% delle donne ha lavorato a tempo parziale, contro il 21% degli uomini. Tuttavia si registra un certo cambiamento: tra gli uomini il part-time è aumentato di 3 punti percentuali in cinque anni.Secondo l’UST il divario salariale tra donne e uomini si è ridotto. Nel 2024 il salario mediano degli uomini era superiore dell’8,4% rispetto a quello delle donne, contro una differenza del 23,7% nel 1994.Il mercato si indebolisceI dati mensili più recenti indicano che il mercato del lavoro ha superato il picco. A maggio gli uffici regionali di collocamento hanno registrato 140’000 disoccupati, quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente.Le aziende devono fare i conti con le incertezze globali. L’intelligenza artificiale sta trasformando molte professioni e le imprese sono più caute nelle assunzioni. Il boom occupazionale degli ultimi anni sta perdendo smalto.Secondo i dati dell’Università di Zurigo anche la carenza di manodopera qualificata si è attenuata. Restano richieste figure nei settori sanitario, edile e tecnico, mentre la domanda cala per professioni d’ufficio, informatiche e finanziarie.