La NCA è la National Crime Agency del Regno Unito. In una serie di linee guida ha spiegato tutto quello che può succedere quando viene pubblicata la foto di un minore sui social network. Il suggerimento è quello di non condividerle mai: al massimo create gruppi di amici stretti.
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La sensibilità sta cambiando, forse non abbastanza in fretta. Prima si pubblicava ogni istante, forse ispirati anche dai creator che documentavano con decine di foto e video la vita dei loro figli. Ora è difficile trovare ancora genitori che pubblicano foto intere dei loro figli. A volte sono di spalle, a volte hanno il volto oscurato da un’emoji. Forse sarebbe meglio toglierle del tutto. Negli ultimi giorni la National Crime Agency del Regno Unito ha pubblicato una serie di nuove linee guida in cui spiega che i genitori non dovrebbero mai pubblicare in rete foto dei figli. Vi lasciamo qui il documento integrale, scritto insieme alla Internet Watch Foundation (IWF).
Fino a questo momento il rischio era soprattutto quello di esporre i minori. Costruire loro un’identità digitale, attirare predatori sessuali, svelare i loro movimenti e le loro abitudini. Ora però il problema è un altro. Negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’impatto dell’intelligenza artificiale nella produzione di immagini diffuse senza consenso. È un fenomeno che abbiamo documentato più volte: oggi non ci vuole molto a creare un deepfake, un’immagine falsa dove uno scatto normale viene trasformato in un nudo grazie agli algoritmi. Una volta c’erano i fotomontaggi, certo. Ed esistevano interi archivi dedicati a persone famose, come ha svelato nelle scorse settimane il caso CFake. Ora l’intelligenza artificiale può trasformare qualsiasi scatto in un video pornografico. Ed è un’operazione che può fare chiunque, aggiustando qualche indicazione come se stesse lavorando con ChatGPT. A volte non c’è bisogno nemmeno di impegnarsi troppo: basta un’app. Solo a gennaio 2026 si è aperto un caso enorme legato a Grok, l’intelligenza artificiale di X che non si faceva troppi problemi a spogliare le foto date in pasto all’algoritmo.










