Dopo le notizie delle scorse ore, Intel ha confermato di aver rivisto al rialzo i prezzi di alcuni processori, sia per il segmento consumer che per quello server, giustificando la decisione con le dinamiche di mercato, l'aumento dei costi lungo la catena di fornitura e una domanda particolarmente sostenuta per determinati prodotti.

Se sul fronte desktop gli incrementi si sono attestati tra i 30 e i 50 dollari per i modelli più orientati agli appassionati, come i Core 200S Plus, sul versante datacenter i rincari sono ben più consistenti e arrivano a centinaia se non a migliaia di dollari per singola unità.

Un portavoce Intel ha dichiarato: "I recenti aggiornamenti dei prezzi riflettono le attuali dinamiche di mercato, inclusi i costi crescenti della catena di fornitura e la forte domanda per i nostri processori Intel Core Ultra 200S Plus. Questi aggiornamenti sono in linea con i recenti aumenti di prezzo applicati ad altre famiglie di prodotti Intel per fattori analoghi".

I modelli Core Ultra 200 "non Plus" non hanno subito, invece (e al momento) alcun ritocco. La decisione selettiva suggerisce che non si tratti di un semplice trasferimento dei maggiori costi di produzione sul prezzo finale. Se così fosse, infatti, sarebbe logico attendersi un adeguamento uniforme su tutta la gamma. Al contrario, Intel sembra aver alzato i prezzi solo sui prodotti diventati inaspettatamente richiesti da una fascia di clientela disposta, evidentemente, a pagarli anche al di sopra del listino originario.