Oltre 900 chilometri di costa, decine di località «Bandiera Blu» e un turismo in costante crescita. La Puglia continua a essere una delle mete estive più amate d'Italia, ma la piena accessibilità delle spiagge e delle strutture ricettive rappresenta ancora una sfida aperta.

Negli ultimi anni la Regione ha investito in progetti e finanziamenti per favorire l'inclusione delle persone con disabilità, ma il percorso è ancora lungo e presenta forti differenze tra i vari territori. Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, traccia un bilancio dei risultati raggiunti, delle criticità ancora presenti e delle iniziative che potrebbero rendere il mare pugliese davvero accessibile a tutti.

Garante, la Puglia dispone di oltre 900 chilometri di costa. Le spiagge realmente inclusive sono sufficienti?

«No, rispetto all'estensione del nostro litorale e alla crescente domanda di turismo accessibile sono ancora troppo poche. Sarebbe però ingiusto non riconoscere i passi avanti compiuti negli ultimi anni, soprattutto in alcune aree come il Salento. La Regione Puglia, attraverso la legge regionale 48 del 2018, sostiene ormai da anni i Comuni che realizzano spiagge accessibili e questo ha favorito una crescita importante del numero di lidi e arenili attrezzati. Oggi, però, è arrivato il momento di compiere un ulteriore salto di qualità. Non bastano le opere infrastrutturali: accanto a passerelle, servizi igienici accessibili, aree ombreggiate e ausili per la balneazione servono anche servizi qualificati di accoglienza e accompagnamento con personale formato. È una richiesta che, insieme alle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, abbiamo portato all'attenzione dell'Assessorato regionale al Demanio e al Patrimonio, trovando piena disponibilità e una risposta positiva. La strada è ancora lunga e permangono differenze significative tra i vari territori, ma sarebbe ingeneroso non riconoscere i progressi che la Puglia ha compiuto negli ultimi anni».