Non la Turchia ma l'Artico russo. Dopo la falsa pista che indicava un lungo viaggio (molto rischioso) attraverso la Manica, l'Atlantico e il Mediterraneo per raggiungere Istanbul, sarebbe questa la destinazione finale del superyacht da oltre 100 milioni di dollari di Vladimir Putin. Il Graceful è in fuga verso nord, la meta ora sembra definita ed è il porto di Murmansk. E non è casuale. Nei pressi di Murmansk e più in generale nella penisola di Kola si trova una delle concentrazioni più dense e sofisticate di difesa aerea della Russia. Il sistema più importante è il S-400 Triumf, il principale sistema antiaereo e antimissile russo attualmente operativo.

La fuga da Kaliningrad Il Graceful rappresenta uno dei simboli più noti del potere e del lusso associati al presidente russ. Un'imbarcazione di oltre ottanta metri che da anni viene indicata da numerose inchieste giornalistiche occidentali come appartenente, direttamente o indirettamente, al leader del Cremlino. Negli scorsi giorni lo yacht, con tanto di reti anti droni sul ponte, avrebbe lasciato il porto di Kaliningrad, dove era fermo da ormai quattro anni, per dirigersi verso il porto artico di Murmansk, nel nord della Russia, nel tentativo di ridurre il rischio di possibili attacchi da parte dei droni ucraini. Al suo fianco due navi della marina russa: il cacciatorpediniere Severomorsk e una imbarcazione d'appoggio, il Voevoda. La scelta di una destinazione così remota e fortemente militarizzata rappresenterebbe un segnale della crescente preoccupazione russa per le capacità offensive sviluppate da Kiev nel corso degli ultimi anni di guerra. I droni ucraini Dall'inizio del conflitto, infatti, l'Ucraina ha progressivamente ampliato il raggio delle proprie operazioni, riuscendo a colpire aeroporti militari, raffinerie, depositi di carburante, infrastrutture energetiche e persino obiettivi navali situati a grande distanza dal fronte. Quella che nei primi mesi della guerra appariva come una minaccia limitata al territorio immediatamente vicino alle linee di combattimento si è trasformata in una capacità di proiezione molto più ampia, capace di mettere sotto pressione anche aree considerate fino a poco tempo fa relativamente sicure. In questo contesto, anche beni simbolici e altamente rappresentativi del potere russo potrebbero essere percepiti come obiettivi potenzialmente vulnerabili. Proprio per questo motivo il trasferimento del Graceful verso il Mar Glaciale Artico viene interpretato come una misura preventiva volta a garantire maggiore sicurezza all'imbarcazione e, indirettamente, all'immagine stessa del presidente russo. Perché Murmansk Murmansk offre infatti una serie di vantaggi strategici difficilmente replicabili altrove. La città ospita la principale base della Flotta del Nord russa ed è protetta da un articolato sistema di difesa aerea e navale. La sua posizione geografica, molto distante dall'Ucraina e caratterizzata da condizioni climatiche particolarmente difficili, rende inoltre più complessa l'eventuale pianificazione di operazioni con droni a lungo raggio o con mezzi navali senza equipaggio. E proprio per questo il Graceful sarebbe stato attrezzato con sistemi e strutture di protezione contro i droni (come dimostrano le foto pubblicate da Frank Behling), diventati ormai una caratteristica sempre più comune in Russia. Negli ultimi mesi reti metalliche, coperture protettive e altri dispositivi difensivi sono comparsi su basi militari, installazioni industriali, aeroporti e infrastrutture energetiche, nel tentativo di limitare i danni provocati dai piccoli velivoli esplosivi utilizzati dall'Ucraina.Quattro anni fermo Lo yacht si trovava in Germania per lavori di manutenzione all'inizio del 2022 e lasciò il porto pochi giorni prima dell'entrata in vigore delle sanzioni europee contro la Russia in seguito all'invasione dell'Ucraina. Da allora l'imbarcazione è rimasta quasi esclusivamente nelle acque russe, evitando accuratamente i porti occidentali.Il significato politico della fuga verso nord appare piuttosto evidente. Se nei primi mesi del conflitto la Russia poteva contare su vaste aree considerate al riparo da qualsiasi minaccia diretta, oggi la situazione sembra profondamente cambiata. Il trasferimento di uno yacht associato al presidente verso una delle regioni più remote e protette del Paese viene letto da molti analisti come il simbolo di una nuova realtà strategica. Nella guerra dei droni, anche gli oggetti più lontani dal fronte e più vicini al potere non possono più essere considerati completamente al sicuro.