Salis ammette che non ha seguito la politica locale perché lei è stata eletta nel Nordovest e alla richiesta di un commento sulla sicurezza a Verona sostiene sa “una città come tante altre”
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Ancora una magra figura per Ilaria Salis, che nei giorni scorsi si trovava a Verona per la campagna di tesseramento di Sinistra Italiana ma anche, come ha dichiarato lei stessa, per portare il suo “sostegno anti fascista e per condannare le ronde squadriste che ci sono in città”. Ha partecipato al festival Para todos sul G8, parlando della lotta al fascismo. Basta che non si tratti nello specifico di Verona, perché della città lei non sa nulla e non è interessata a conoscere qualcosa. Eppure, informarsi sulla città, sul suo sindaco e sulle sue politiche sarebbe dovuto essere il minimo richiesto per chi, da esponente istituzionale, si presenta in una città per protestare contro qualcosa. O, almeno, non dirlo esplicitamente pensando di essere anche nel giusto, perché non è stata eletta in quella circoscrizione.Forse Salis è convinta che la sua sola presenza sia sufficiente per avvalorare una causa ma le sue dichiarazioni, accompagnate dalla mimica facciale, raccontano tutta un’altra storia. Intervistata da Telenuovo, emittente locale molto seguita, Salis alla domanda sul proprio giudizio all'amministrazione Tommasi, ha dichiarato: “Guardi, non ho seguito così a fondo la politica locale. Sono stata eletta al Nordovest, per cui non… Non mi sento di esprimermi sulla città”. Lo stesso giornalista di Telenuovo ha sottolineato che Salis ha dimostrato di non conoscere la città, che ha detto ben poco sull’amministrazione Tommasi ma non si è tirata indietro quando si è trattato di “tirare per la giacchetta il governo Meloni”.Insomma, da parte di Salis sono i soliti discorsi che vanno bene per ogni stagione, che si adattano a ogni intervento perché non sono mai specifici e approfonditi. Sono sempre le solite tesi e i soliti argomenti, triti e ritriti da parte dell’europarlamentare, che quando esce da quella comfort zone dimostra di non essere a suo agio e, soprattutto, adeguatamente preparata. Non è un caso che anche in parlamento siano rare le occasioni in cui accetta di rispondere alle domande dei suoi colleghi, preferendo fare interventi chiusi senza contraddittori. Per lei, infatti, Verona “è una città come tante altre”, in cui “avvengono le ronde messe in atto da esponenti dell’estrema destra e queste formazioni neofasciste non dovrebbero avere voce e spazi all’interno di una democrazia, della nostra democrazia che si fonda ed è stata costruita sull’antifascismo”. Tralasciando il fatto che la Costituzione da nessuna parte è scritto sia fondata e costruita sull’antifascismo, ma è un’impostazione ideologica non presente nella Carta, la semplificazione di Salis è allarmante.







