Il report della Banca d'Italia: phishing, spoofing, QR code e false offerte di investimento restano tra le tecniche più utilizzate. Le truffe più diffuse sfruttano l'ingegneria sociale (e ottenere il rimborso non è sempre scontato)
Il bonifico parte in pochi secondi. E, se dietro c’è una truffa, spesso anche i soldi spariscono con la stessa velocità. È uno dei punti più delicati emersi dal nuovo «Rapporto sugli esposti dei clienti delle banche e delle finanziarie» della Banca d’Italia: nel 2025 le segnalazioni di presunte truffe arrivate all’Istituto sono state circa 750, il 2% in più rispetto all’anno precedente. Un aumento contenuto nei numeri, ma significativo per il tipo di frodi raccontate: non solo phishing e furti di credenziali, ma anche bonifici istantanei, Iban contraffatti, false piattaforme di investimento, QR code malevoli e perfino contenuti generati con l’intelligenza artificiale. E con un punto non sempre chiaro alle vittime: disconoscere un’operazione non significa automaticamente ottenere il rimborso.
Il reportIl report evidenzia anche un dato molto importante: quasi il 50% delle segnalazioni di truffa riguarda possibili furti delle credenziali di accesso al conto o dei dati della vittima, utilizzati per aprire altri conti o sottoscrivere finanziamenti a sua insaputa. Giusto per avere un quadro più chiaro della situazione, secondo lo studio di Bankitalia, l’istituto ha ricevuto nel 2025 un totale di 12.800 esposti, un dato cresciuto dell’8% rispetto al 2024. Ma non sono aumentate le contestazioni relative agli strumenti e ai servizi di pagamento, anzi sono diminuite dell’11%. All’interno di questa categoria sono però cresciute quelle legate alle truffe.








