VENEZIA - Stava frugando tra le carrozze di un treno fermo al terminal dell’aeroporto di Malpensa, a Milano, quando è stata notata dal capotreno del convoglio che l’ha segnalata alle forze dell’ordine. È stata presa così, nella giornata di ieri, la quindicesima borseggiatrice scomparsa da Venezia nel momento in cui avrei dovuto presentarsi in tribunale per essere ascoltata. Lei ha ventidue anni, è di origini bosniache e risulta essere senza fissa dimora. Oltre a questo, è anche una dei 35 indagati finiti al centro della maxi inchiesta della Procura di Venezia contro il fenomeno del borseggio che si è svolta nel novembre scorso, nella quale sono stati ricostruiti una sessantina di episodi criminali verificatisi tra il 2023 e il 2024, principalmente nel centro storico lagunare. In particolare, la giovane rientra tra quei 22 indagati a cui erano state destinate diverse misure cautelari mai notificate, dato che al momento dell’interrogatorio preventivo tutti si erano resi irreperibili.
Arrestata Con il passare dei mesi, però, i militari dell’Arma li stanno pian piano rintracciando tutti: la 22enne bosniaca è stata infatti colta di sorpresa dai carabinieri di Milano ieri mattina, mentre continuava a camminare avanti e indietro tra i binari e le carrozze di un treno in sosta al terminal di Malpensa. Ad accorgersi della presenza di lei e altri suoi complici è stato il capotreno del mezzo che, senza farsi notare, ha avvisato i carabinieri. I militari, al loro arrivo, hanno identificato i vari membri del gruppo e visto nel portale Sdi – per la verifica dei documenti d'identità – che la 22enne, anziché presentarsi in tribunale a Venezia a novembre, era scomparsa. Così, hanno potuto notificarle quel divieto di dimora nella Città Metropolitana di Venezia di cui era già destinataria, ma che non era stato possibile convalidare. I militari hanno poi accompagnato la 22enne al carcere di Bollate, a Milano, dove sconterà la pena. Ladro le ruba la borsetta, lei lo insegue e lo prende a schiaffi usando uno zainetto come arma improvvisata per colpirlo La banda La donna, nel periodo in cui aveva bazzicato a Venezia, faceva parte di una banda di almeno altre cinque persone: diverse donne (che pare fossero “capeggiate” dalla nota “Shakira” poi catturata a Roma) e alcuni uomini, incaricati di occuparsi della “logistica” dei furti. In particolare, mentre le donne erano occupate a borseggiare quanti più turisti possibile, gli uomini pensavano a riciclare i soldi derivanti dai colpi messi a segno: la mattina accompagnavano le consorti in centro storico “al lavoro” e la sera le andavano a riprendere. Nel mentre, giravano tutti i centri commerciali della terraferma per far sparire i contanti rubati “scambiandoli” con beni di ogni genere, anche di lusso.







