<p>Dopo aver messo un piede nel baratro il bitcoin è riuscito a risollevarsi sopra quota 60.000 dollari.

In molti hanno tirato un sospiro di sollievo e qualcuno si è spinto a proclamare che ormai il mercato Orso è finito.

Davvero troppo presto per dirlo.

Di certo la mattina di giovedì 2 luglio, quando la criptovaluta è scesa sotto 58.000 dollari per toccare un minimo a 57.750, è sembrato che ormai si fossero aperte le dighe, spianando così la strada a un crollo fino a 40.000 dollari.

Pericolo al momento scampato, con il bitcoin che nella serata di venerdì 3 viaggiava a 61.950 dollari.</p><p>Negli ultimi giorni sono successe tre cose che rimarranno negli annali della criptovaluta: a partire da mercoledì 1° luglio possono operare nei Paesi dell'Ue solo i Casp, ovvero i fornitori di servizi per cripto-attività autorizzati dalle autorità nazionali competenti (In Italia Consob e Banca d'Italia) in quanto rispettano le regole Mica.