Le «pagine» di zoologia fantastica del libro di Yoshi hanno una loro peculiarità artistica che è chimerica, come quella degli animali che vi sono illustrati, spesso strani ibridi tra fauna, flora e minerali. Il piccolo e tenero dinosauro multicolore proveniente dai mondi di Super Mario e poi divenuto indipendente e protagonista di alcuni videogiochi memorabili, era già stato oggetto di sperimentazioni anche materiche dell’illustrazione elettronica, come in Yoshi’s Island con le sue forme che sembrano acquarellate e insieme tinte con i pastelli, le diverse stoffe lanose che compongono il mondo di Yoshi’s Woolly World o i ritagli cartacei di Yoshi Crafted World. Ma è proprio Yoshi and The Mysterious Book, uscito per la Switch 2, a risultare l’opera più sperimentale e radicale dedicata a questo rettile di Nintendo da poco comparso con successo in quel capolavoro sottovalutato (ma non dal pubblico) di un cinema purissimo che è l’esilarante sfilata visionaria di Super Mario Galaxy The Movie.
Lo stile di questo nuovo videogioco è peculiare perché come suggerisce il titolo il suo mondo è contenuto/illustrato su pagine di carta, ma panorami e creature possiedono una loro spiccata eterogeneità: i loro movimenti sono calcolati con una bassa frequenza di frame al secondo così che l’animazione sembra in stop-motion, ci sono interventi pittorici che illudono del lavoro di un pennello per i corpi delle creature e invece in lontananza gli scenari sono tratteggiati e contornati da matite colorate.







