La pastorale americana del 21° secolo, la Miss e l’atleta leggendario: il più grande spettacolo di Taylor Swift e Travis Kelce, “la vostra insegnante di inglese e il vostro insegnante di ginnastica”, è andato in scena. Si sarebbero detti sì già due giorni fa con una cerimonia “intima“ – cento invitati –, per poi rinnovare le promesse venerdì 3 luglio al ricevimento di nozze al Madison Square Garden di New York.
Platea ben più nutrita: circa mille ospiti in una Manhattan blindata con chiusure stradali e spiegamento di forze dell’ordine – 130 agenti –. Taylor e Travis lasceranno più di una traccia del loro passaggio, a cominciare dalla generosa donazione di 26 milioni a 20 enti benefici sparsi per gli Usa: sussidi alimentari, ospedali pediatrici, cure per animali maltrattati e programmi educativi.
Taylor Swift con Travis Kelce
Dell’atmosfera rothiana, queste nozze, conservano il sogno americano fitto delle sue contraddizioni. E di quegli Stati Uniti, la guerra: ieri il Vietnam, oggi l’Iran. La tragedia dello Svedese Levov, in fondo, cominciava proprio così: con la colpa imperdonabile di essere troppo felice e troppo perfetto. Gli e le Swifties – questo il nomignolo dei fan della 36enne star del pop – erano avvezzi a tutt’altra atmosfera emotiva.














