Alle 9:17 in una delle aree più frequentate dell’estate catalana, in Spagna, in poche decine di minuti i colori della natura sono cambiati: dal verde delle colline dell’Empordà al grigio sporco del fumo, fino all’arancione delle fiamme. L’incendio esploso nei pressi di La Bisbal d’Empordà, in provincia di Girona, sulla Costa Brava, ha costretto migliaia di persone a rimanere chiuse in casa, ed ha riguardato aree forestali, infrastrutture, seconde case e località balneari.
Nelle prime comunicazioni il bilancio parlava di circa 750 ettari bruciati, di 12.000 persone sottoposte a confinamento preventivo in diversi comuni e di circa 40.000 residenti raggiunti da messaggi di allerta sui telefoni cellulari attraverso il sistema Es-Alert. Con il passare delle ore, tuttavia, il quadro si è aggravato: 1.280 ettari distrutti, con restrizioni alla mobilità e misure di confinamento che in alcuni aggiornamenti hanno riguardato fino a 40.000-45.000 persone, anche in ragione dell’estensione delle aree interessate e della popolazione censita nei comuni coinvolti.
Un incendio spinto dalla tramontana nel cuore di un territorio densamente abitato
A rendere particolarmente pericoloso l'incendio è stata soprattutto la combinazione tra vegetazione secca, morfologia complessa e vento. Un ruolo determinante l'ha svolto il vento di tramontana, che soffia da nord tipico dell’area, che ha alimentato il fronte di fiamma e favorito la formazione di focolai secondari. AEMET, l’agenzia meteorologica spagnola, nelle osservazioni orarie su Girona ha registrato nella mattinata ci sono state raffiche fino a 44 km/h, mentre nelle previsioni marittime per la costa di Girona indicava venti settentrionali in intensificazione nelle ore notturne e costiere.











