Francesco Pernici, 800 chiusi in 1’43”60, per abbattere il più vecchio record dell’atletica italiana: aveva appena raggiunto i 53 anni, era 1’43”7 e portava la firma di Marcello Fiasconaro che all’Arena di Milano si era improvvisato ottocentista con una prestazione che avrebbe resistito come record mondiale per tre anni, sino all’avvento di Alberto Juantorena. Pernici, 23 anni, bresciano della Val Camonica, aveva nel mirino quel tempo: l’anno scorso l’aveva sfiorato, 1’42”84, nelle semifinali dei Mondiali, a Tokyo. Il record arriva in fondo dopo una gara serrata, con un finale che è una delle caratteristiche del finanziere che ha avuto la meglio sul francese Ouerrat, 1’43”81, e lo spagnolo Barroso, 1’43”83. In questa interminabile parentesi di tempo il record era stato avvicinato dal povero Donato Sabia, due volte finalista olimpico, da Andrea Benvenuti e Giuseppe D’Urso, rispettivamente campione europeo nel ’94 e vicecampione mondiale nel ’93, da Andrea Longo, a un soffio, 1’43”74, nel 2000, e da Catalin Tecuceanu, tutti sotto la barriera di 1’44”, ma a diventare l’erede di March è toccato a Pernici. “L’avevo promesso”.
Atletica, Pernici fa la storia: cade dopo 53 anni il record di Fiasconaro sugli 800
L’impresa porta la firma del bresciano delle Fiamme Gialle: l’1’43”60 a Nancy migliora il primato che reggeva dal 27 giugno del 1973









