AllargamentoIl presidente, ieri a Dublino, spera di aprire «presto» altri cinque capitoli negoziali per l’adesione. Sullo sfondo gli alti e bassi nel rapporto con Polonia e Ungheria e le ombre sugli affari di un’azienda irlandese con export sospetto verso la Russiadal nostro inviato Beda Romano2 luglio 2026DUBLINO – La presenza di Volodymyr Zelensky è diventata una consuetudine nei grandi momenti istituzionali europei, in particolare in occasione della cerimonia di avvio della presidenza di turno dell’Unione. Dopo Aarhus nel luglio del 2025 e Nicosia nel gennaio di quest’anno, ieri il presidente ucraino era presente anche a Dublino. Formalmente l’Ucraina fa ormai parte della grande famiglia comunitaria – anche se oltre la superficie le tensioni non mancano.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIn giugno i Ventisette hanno deciso di aprire il primo capitolo del negoziato di adesione sia per l’Ucraina che per la Moldavia. In un discorso ieri in occasione dell’inizio della presidenza irlandese dell’Unione, il presidente Zelensky si è augurato di poter «presto» aprire altri cinque capitoli negoziali. Parlando delle sue speranze relative all’adesione, il leader ucraino ha sottolineato, rivolgendosi ai partner europei più dubbiosi: «È così importante mantenere le promesse».Il presidente Zelensky ha poi voluto celebrare il ruolo del suo paese: «Senza l’Ucraina, senza la sua esperienza e le sue competenze in materia di difesa (…), è semplicemente impossibile garantire la sicurezza oggi, soprattutto per quanto riguarda la difesa aerea e la sicurezza marittima; ecco perché invito tutta l’Europa a collaborare il più strettamente possibile». In ballo nella cooperazione tra Kiev e Bruxelles ci sono la produzione di nuovi droni e un programma antibalistico.Micheál Martin, il premier irlandese, ha promesso che Dublino lavorerà «in vista dell’apertura di tutti i capitoli negoziali (in tutto 33, ndr) entro la fine del nostro mandato» di sei mesi. Il momento, però, è delicato. Con la Polonia e l’Ungheria, le relazioni di Kiev sono segnate da alti e bassi. Con Varsavia le tensioni riguardano la scelta ucraina di nominare una unità militare “Eroi dell’UPA”, in ricordo di un gruppo ultranazionalista della Seconda guerra mondiale accusato dell’uccisione di migliaia di polacchi. Con Budapest, invece, il nodo rimane il trattamento della minoranza magiara in Ucraina.Tra le cause di frizione tra Kiev e i suoi partner europei c’è anche la presenza in Irlanda, nella Contea di Limerick, della più grande raffineria di allumina in Europa. Di proprietà del gruppo russo Rusal, l’impianto di Aughinish Alumina esporterebbe più della metà della sua produzione verso la Russia, dove il materiale – secondo una indagine delle autorità svedesi rivelata dal quotidiano irlandese Irish Times – verrebbe utilizzato anche nel campo degli armamenti.