ROMA - Il tour Europe, Wake Up! tocca l'Italia nel momento più caldo. Mentre la crisi umanitaria a Cuba continua ad aggravarsi e il Parlamento Europeo ha appena votato sulla risoluzione che riguarda l'isola, il camper con il brand “Let Cuba Breathe” percorre la Penisola da Nord a Sud per portare nelle piazze italiane una notizia che troppo spesso non trova spazio nel sistema mediatico nazionale.

In un mese attraversati 9 Paesi e 12 città. Un mese attraverso l'Europa - Partita un mese fa, la campagna in camper ha attraversato nove paesi e dodici città - Torino, Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Berlino, Varsavia, Praga, Strasburgo, Béziers, Marsiglia, Barcellona, Berna - percorrendo oltre 10.000 chilometri, organizzando 13 eventi pubblici e costruendo una rete di 25 associazioni coinvolte da un capo all'altro del continente. Una presenza capillare nel cuore dell'Europa, da ovest a est e da nord a sud, che ora arriva in Italia per la sua fase conclusiva.

Le tappe italiane si aprono in Umbria, il 4 e 5 luglio. Ora il tour entra in Italia - Le tappe italiane si aprono in Umbria il 4 e 5 luglio, tra Assisi e Perugia, dove l’Umbria Jazz - uno degli eventi culturali più seguiti d'Italia - ospiterà la campagna. La scelta non è casuale: la musica è uno dei linguaggi con cui Cuba ha saputo parlare al mondo, e l'Umbria è una terra con una lunga tradizione di solidarietà internazionale. Il 6 luglio il camper raggiungerà Milano, capitale economica del paese e crocevia di imprese e relazioni commerciali internazionali: una delle piazze più significative per affrontare il tema delle sanzioni extraterritoriali e della sovranità europea, dal momento che le misure decise da Washington colpiscono direttamente anche le aziende italiane che operano con Cuba. Il 7 luglio è la volta di Pisa, tappa universitaria e civica in una città con una forte tradizione di impegno internazionale, e l'8 luglio Bologna, storicamente tra le città italiane più vicine alla causa cubana. La chiusura, il 10 luglio a Roma, è un atto insieme simbolico e politico per denunciare alle istituzioni il risultato di un’aggressione deliberata.