Il modus operandi era stato studiato nei minimi dettagli. Le telefonate partivano da un “call center” allestito in un seminterrato a Casoria. A parlare, il più delle volte, era un sedicente nipote: «Nonna, ho bisogno di soldi per risolvere un problema. Vanno bene anche i gioielli». E il “problema” da affrontare era puntualmente rappresentato da un sinistro stradale che avrebbe potuto avere gravi conseguenze giudiziarie o dall’esigenza di sostenere delle imminenti spese per partecipare a dei concorsi pubblici. Mentre il target veniva intrattenuto al telefono, anche per più di mezz’ora, il “corriere” bussava quindi alla porta: «Sono qui per ritirare i preziosi, mi manda vostro nipote». Pochi secondi ancora e del bottino, così come dei malviventi, non c’era più traccia. A finire nel mirino, neanche a dirlo, erano degli inconsapevoli anziani, alcuni dei quali persino ultraottantenni. Il colossale e crudele giro di truffe è stato sventato dai carabinieri della compagnia di Roma Trastevere, che all’alba di oggi hanno arrestato tre napoletani “in trasferta”. Poche settimane fa la prima tranche dell’inchiesta aveva già portato all’esecuzione di altre cinque misure cautelari.
«Nonna, ho bisogno di soldi», presa la banda di napoletani specializzata in truffe agli anziani
Il modus operandi era stato studiato nei minimi dettagli. Le telefonate partivano da un “call center” allestito in un seminterrato a Casoria. A parlare, il più delle volte, era...








