Genova – Il centro storico alza la voce, compatto. Un centinaio tra residenti e commercianti si sono uniti per chiedere più sicurezza, «nei fatti, non più solo nelle parole» è il loro appello. Insieme hanno depositato un esposto in Procura e uno in Prefettura, Questura e Comune, corredati da video e foto che testimoniano la quotidianità di chi vive la città vecchia. Non una semplice raccolta firme: gli aderenti si sono tassati per affidare l’esposto a un avvocato penalista, Marco Mensi. E, scorrendo tra le firme, si possono incontrare i nomi di alcuni presidenti dei Centri integrati di via del territorio - Civ Sestriere del Doge, Civ Banchi e Civ Ripa Maris - oltre a quelli di famosi ristoratori, titolari di attività commerciali, residenti e associazioni di cittadini. Le stesse anime, almeno in parte, che stasera daranno vita alla passeggiata contro il degrado che si svolgerà domani alle 20 alla Commenda di Prè per chiedere che il centro storico torni a essere sicuro e vivibile da tutti, senza paura a uscire dopo il calar del sole. L’idea di presentare un esposto è partita dal titolare dell’hotel Genziana, in vico Mele, diventato negli ultimi mesi il simbolo di un degrado crescente. «Quando sono andato a raccogliere le firme, un pomeriggio alle 18:30, ho avuto paura - racconta l’avvocato Mensi - Non oso immaginare cosa possano provare i turisti, magari donne sole». In effetti il titolare, Giuseppe Celesia, nell’esposto scrive come «il degrado di vico Mele e delle strade vicine scoraggia l’afflusso di clienti: capita che, dopo aver visto la zona, fuggano rinunciando al soggiorno già pagato oppure se ne vadano in anticipo». E il receptionist della struttura aggiunge di essere stato aggredito dopo aver protestato per le urla fuori dal portone. La denuncia però è a largo raggio: «Siamo tutte persone che abitano o lavorano nel centro storico - si legge nel documento - Abbiamo deciso di presentare questo esposto per denunciare l'estremo degrado in cui si trovano i vicoli, con particolare riferimento al quadrilatero che comprende via San Luca, piazza San Luca, vico dell'Amor Perfetto, vico Mele e piazza Banchi». Le situazioni descritte sono moltissime: da vico delle Fasciuole «dove sostano abitualmente spacciatori e consumatori di droga, rendendo la zona non più pienamente fruibile da residenti, visitatori e normali pedoni» a via San Luca «che, quando le attività chiudono, si trasforma in terra di nessuno», passando per gli archivolti usati come bagni pubblici, lo spaccio e il consumo di droga alla luce del sole, gli schiamazzi, gli scippi, i furti e le molestie. «Sia ben chiaro, siamo fermamente contrari a ogni forma di giustizia fai da te - sottolinea l’avvocato Mensi - Per questo ci rivolgiamo alle istituzioni e alla Procura, a cui chiediamo un incontro al più presto. Non vogliamo nemmeno trasformare la nostra protesta in una battagli politica: semplicemente la situazione è sfuggita di mano, i ristoratori ci dicono che i clienti sono in calo. Sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica, ma bisogna smetterla di voltarsi dall’altra parte». «Purtroppo durante gli ultimi mesi la situazione è molto peggiorata, in seguito alla soppressione del nucleo di polizia locale del centro storico che costituiva un forte deterrente (ma il Comune sostiene che sia ancora attivo e composto da 80 persone, ndr) - spiega l’esposto depositato in Procura - Proviamo un grande dolore per essere costretti a sopportare una realtà che ogni giorno diventa sempre più difficile. Chiediamo che vengano svolti pattugliamenti continui, identificato chi sosta senza motivo, perquisiti i bassi ma anche i vasi utilizzati per nascondere sostanze stupefacenti e che venga accertata la proprietà dei fondi. Non solo, vorremmo che fosse valutato il sequestro preventivo dell’Archivolto De Franchi, abitualmente utilizzato per attività di spaccio». A queste richieste se ne affiancano altre, rivolte a Comune e Prefettura: «Sarebbe necessario creare un nucleo interforze composto da Carabinieri, Polizia, Polizia locale e Guardia di Finanza che possa svolgere un’efficace attività di repressione e di prevenzione - è l’appello - Chiediamo inoltre il posizionamento di luci che si accendono al passaggio durante le ore notturne, il transito di mezzi Amiu per bagnare e profumare le vie, pulizie nei condomini e controlli sanitari. Servirebbe poi la chiusura di vico della Fasciuole, come già avveniva in passato. Le politiche di inclusione sono indispensabili, lo sappiamo, ma devono essere affiancate da provvedimenti con effetto immediato. Chi vive e lavora nel centro storico inizia a temere per la sua incolumità e questo non è accettabile: chiediamo a grande voce di non essere dimenticati e che il centro storico non venga abbandonato».
“Sicurezza nei fatti e non solo nelle parole”: gli esposti di un centinaio tra commercianti e residenti del centro storico
L’idea di presentare un esposto è partita dal titolare dell’Hotel Genziana di vico Mele, diventato il simbolo di un degrado crescente: “Quando sono andato a ra…









