Sigfrido Ranucci

Il Tribunale di Roma ha annullato la multa con cui il Garante della Privacy aveva colpito Report: la Rai non dovrà pagare per aver mandato in onda una conversazione tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, durante il caso Boccia. Il motivo è che l’audio aveva una rilevanza per l’interesse pubblico. E, per di più, il Garante aveva sforato le scadenze previste per legge per le sanzioni.

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 150mila euro con cui il Garante della Privacy aveva colpito la Rai per un servizio di Report in cui si sentiva l'audio di una telefonata tra l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. Il conduttore Sigfrido Ranucci lo ha confermato, scrivendo sui social che i giudici hanno ritenuto "legittimo e di interesse pubblico trasmettere l'audio". In più, "i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma". Il caso della multa record aveva attirato l'attenzione fin da subito. Già a ottobre dello scorso anno, pochi giorni dopo la sanzione, era emerso che un membro del Garante, prima della riunione che l'aveva ufficializzata, aveva visitato la sede di Fratelli d'Italia. Nelle settimane successive Report si è concentrato sui quattro componenti del Garante, facendo emergere possibili conflitti d'interesse e usi personali di soldi pubblici. Questioni che sono finite al centro di un'inchiesta della Procura di Roma, divenuta nota a metà gennaio. Alcuni giorni dopo uno dei componenti del Garante, Guido Scorza (in quota M5s) si è dimesso.