| 3 Luglio 2026 14:03 |

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(Adnkronos) – “Di sicuro è un’emozione grande, un orgoglio, perché io penso che oltre ad essere sportivi noi siamo anche delle persone che devono trasmettere dei valori e se questi valori poi vengono recepiti soprattutto dai più piccoli… essendo papà di famiglia, penso che sia scontato che l’educazione dei bambini, dei ragazzi, sia la cosa più importante. Sono molto felice e fiero della riconoscenza che c’è stata nei miei confronti perché vuol dire che sono riuscito anche solo a trasmettere il 2% di quello che ho dentro”. Con queste parole il pallavolista Simone Anzani ha commentato il Premio internazionale Fair Play Menarini ricevuto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, nella categoria “Una vita per lo Sport”. Un riconoscimento che celebra non solo la carriera sportiva del centrale del Modena, ma anche il suo percorso umano e valoriale.

Anzani ha ripercorso anche uno degli episodi più significativi legati al fair play vissuti in carriera: “È stato molto recente, quasi un anno fa, dopo che abbiamo conquistato il campionato del mondo a Manila. Noi in lacrime di gioia e dall’altra parte della rete c’era il libero della Bulgaria che aveva 18-19 anni, disperato. Non so perché ma nel saluto mi è venuto di andare di là, oltrepassare la rete, abbracciarlo e dirgli: ‘Non ti preoccupare, avrai tante soddisfazioni nella tua carriera, questi sono solo insegnamenti e processi di crescita’. Dopo questo episodio sono stato anche contattato da tv bulgare per spiegare l’accaduto: inconsciamente l’ho fatto, e penso sia stato il gesto di fair play più grande della mia carriera”.