Per "Eolié 26", il festival di arte e cultura dal titolo “Mistero e Abisso”, Jason deCaires Taylor ha realizzato e espone in Italia la sua prima installazione subacquea alle Eolie. E già questa sarebbe una grande notizia per il mondo dell'arte, ma l'installazione non è un’opera qualsiasi. È dedicata a Sebastiano Tusa.

Archeologo marino tra i più influenti al mondo, primo Sovrintendente del Mare della Sicilia. Tusa è morto drammaticamente e prematuramente nil 10 marzo del 2019 in un incidente aereo a pochi chilometri da Adis Abeba, dove si recava per partecipare alla Conferenza Unesco di Malindi. Era il più grande studioso del patrimonio archeologico sommerso del Mediterraneo. Ha restituito alla storia relitti, anfore, rotte puniche e greche. Ha fatto del mare un archivio.

Ora il "suo" mare lo celebra con un monumento: un’opera d’arte che vivrà a pochi metri di profondità, tra i pesci e le correnti che lui ha studiato per tutta la vita. In silenzio. In eccessivo silenzio. A firmare è Jason deCaires Taylor, britannico, scultore, ecologista. È lui ad aver inventato il concetto di “museo sottomarino”.

Le sue opere non stanno in una sala. Diventano habitat. Sono costruite in cemento a pH neutro e, col tempo, si coprono di coralli e spugne. L’arte cambia con il mare, e il messaggio si fa più forte.