Alcune foto rivelano una configurazione peculiare del caccia russo, probabilmente destinata a contrastare i sistemi stand-off. A riprova di un adattamento della Vks verso le nuove minacce
Uno dei più noti esemplari di velivolo da caccia dell’aviazione russa potrebbe essere stato “riadattato” per svolgere funzioni di difesa contro la minaccia rappresentata dalle armi stand-off di Kyiv. Alcune immagini apparse sui social mostrano infatti un Sukhoi Su-57 “Felon” con una configurazione d’armamento insolita, che gli analisti considerano finalizzate missioni di difesa aerea contro minacce a bassa quota. Nelle foto in questione il Su-57 è equipaggiato con due missili aria-aria a corto raggio R-73/R-74 installati sotto le ali, una configurazione raramente osservata sul caccia stealth russo, che è progettato per trasportare questo tipo di armamento all’interno delle proprie stive. Inoltre, nelle immagini è visibile quello che sembra essere un nuovo pod di puntamento installato sotto la gondola del motore sinistro, probabilmente destinato a migliorare le capacità di individuazione dei bersagli.
Secondo diversi blogger militari russi, gli aerei sarebbero stati configurati specificamente per intercettare i droni ucraini che, negli ultimi mesi, hanno colpito con crescente frequenza installazioni militari, raffinerie e siti industriali situati anche a centinaia di chilometri dalla linea del fronte, in quelle che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky definisce retoricamente “sanzioni a medio-lungo raggio”, mettendo sotto forte stress una rete di difesa aerea chiamata a proteggere un territorio immenso. La necessità di coprire contemporaneamente infrastrutture energetiche, impianti industriali, basi aeree e centri urbani rende infatti difficile garantire una protezione efficace utilizzando esclusivamente sistemi missilistici terrestri, e l’insieme degli elementi visibili nelle fotografie suggerisce che il Su-57 possa essere stato adattato proprio a questo tipo di missione.







