L’Ascoli continua la lavorare lungo la strada tracciata lo scorso anno. La stessa con la quale si cercherà di favorire lo sviluppo del settore giovanile bianconero. Proprio nei giorni scorsi la Lega Pro aveva premiato il difensore under 17 Filippo Diamanti come miglior prospetto per quella fascia d’età. Nelle ultime ore, invece, la Cuprense 1933 si è detta entusiasta di essersi confermata una delle realtà sportive più virtuose del territorio fornendo al vivaio del Picchio tre giovani promesse. Il talento più appariscente è indubbiamente rappresentato da Alessandro Malizia, attaccante classe 2011, autore di 75 gol nella stagione appena concluso. Numeri pazzeschi che parlano da soli e che hanno attirato l’attenzione di alcuni noti osservatori professionisti. Con lui ci sono anche due giovani classe 2012. Parliamo di Mattia Crescenzi, centrocampista di grande visione di gioco, e Luigi Santillo, esterno rapido e disciplinato. Entrambi sono stati protagonisti di una stagione di alto livello rientrante nella precedente gestione tecnica. I tre ragazzi hanno ufficialmente fatto il loro ingresso nell’Ascoli Calcio, società che da anni investe con attenzione nel reclutamento dei migliori prospetti del territorio. Un risultato che riempie d’orgoglio il presidente Claudio Stipa, già reduce dalla soddisfazione del salto di categoria della prima squadra che nella stagione appena conclusa ha centrato la conquista della Promozione girone Marche. A questo nuovo traguardo si aggiunge il riconoscimento del lavoro quotidiano, silenzioso ma decisivo, del responsabile del settore giovanile Stefano Crosta, figura centrale nella costruzione di un ambiente formativo serio, ordinato e orientato alla crescita. Ma il vero deus ex machina dell’operazione è Tiziano Giudici, ex allenatore professionista, uomo di campo e di relazioni, molto conosciuto tra gli addetti ai lavori La sua esperienza, la sua credibilità e la sua capacità di leggere il talento hanno permesso alla Cuprense di instaurare un dialogo costante con le società professionistiche, trasformando il lavoro tecnico quotidiano in opportunità concrete per i ragazzi. La Cuprense 1933 dimostra così che, con competenza, organizzazione e una visione chiara, anche una società di territorio può diventare un punto di riferimento per la crescita dei giovani e un serbatoio di prospetti per il calcio professionistico. Un percorso che non si improvvisa, ma che nasce da una filiera educativa e sportiva costruita con serietà, passione e competenza.