Dopo l’annuncio in chiesa, il sindaco di Benevento ha parlato apertamente del tumore e della sua paura più grande: “Ho paura di morire da solo. I ricordi non bastano”
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L’annuncio di Clemente Mastella davanti a centinaia di fedeli radunati in basilica per la festa della patrona di Benevento, la Madonna delle Grazie, ha scosso tutti. Ha colpito i fedeli che in quel momento si trovavano in chiesa e che hanno visto il loro sindaco commuoversi ma ha colpito anche il mondo politico e chiunque abbia capacità di provare quel sentimento di pietas cristiano nei confronti di chi sta affrontando una malattia e chiede una preghiera. “Ho un tumore. Ho capito di avercelo da un bel po’ di tempo, ma mi è stato diagnosticato solo di recente. Quando l’ho saputo mi è mancato il fiato”, ha detto il sindaco in un’intervista al Corriere della sera.Quella di parlare, di rivelare la malattia, ha spiegato Mastella, “non è stata una decisione. La cerimonia prevedeva il mio intervento da sindaco. Fino a poco prima avevo parlato dello scisma, esprimendo solidarietà alla Chiesa di Roma. Poi l’arcivescovo ha parlato della solitudine dei più fragili. È stato un impulso”. Uno slancio, quello di Mastella, anche a fronte del fatto che questa è stata la sua ultima partecipazione alle commemorazioni della Santa patrona del Sannio nelle vesti di sindaco, visto che è in scadenza del suo secondo mandato da sindaco di Benevento. Nel momento in cui Mastella ha rivelato al mondo la sua malattia non ha potuto fare a meno di commuoversi, spontaneamente e la sua comunità si è stretta forte attorno a lui. “Ricordo soprattutto l’applauso. E poi le persone che hanno voluto stringermi la mano. È accaduto qualcosa di insolito”, ha spiegato nel corso dell’intervista, sottolineando che per anni è stato cercato in qualunque momento da chi aveva bisogno di aiuto, visto che tutti i cittadini hanno il suo numero.










