La vita si è spenta all’improvviso, con negli occhi un’ultima immagine del verde dei prati e dell’azzurro del cielo. E’ di tre vittime il bilancio del tragico incidente avvenuto nella tarda mattinata di ieri sulla Via del Sale, alle pendici del monte Saccarello, vicino al rifugio La Terza, Alpi Marittime. Forse è stato un errore di manovra, forse un guasto meccanico a provocare la tragedia. All’improvviso il conducente di un quad ha perso il controllo e il mezzo è precipitato nell’abisso dal prato dove stava facendo manovra. Un volo di oltre cento metri nel vuoto schiantandosi poi violentemente sul terreno. Gli occupanti non hanno avuto scampo. I corpi sono stati recuperati dall’elicottero dei Vigili del fuoco e dagli uomini del soccorso alpino solo dopo ore di ricerche rese complicate dal forte vento. A perdere la vita sono stati tre cittadini francesi, abitanti di La Brigue, “gente di vallata” come chiamano da queste parti chi appartiene alla terra brigasca, un’unica comunità al di là del confine Italia-Francia che condivide l’amore per il territorio, il dialetto, le esperienze, i segreti delle Marittime. Si tratta di Pierre Antonio Biancheri e Rodolphe Gaglio, residenti a La Brigue e di Jean Jacques Gioanni, di San Dalmazzo di Tenda. L’allarme è stato dato dagli amici che insieme a loro, sempre con i quad, erano partiti ieri mattina da La Brigue per andare a pranzo al rifugio. Hanno assistito impotenti a quella manovra andata male e sentito come un colpo al cuore il fragore del mezzo schiantato nella valle. E’ stato subito approntato un campo base per le ricerche, nella speranza che qualcuno potesse essere ancora vivo. Pompieri, soccorso alpino, i carabinieri di Nava, l’ambulanza di Pornassio. I luoghi impervi non hanno facilitato le operazioni ma i soccorritori hanno disceso la scarpata scoprendo uno dopo l’altro i corpi delle tre vittime, sbalzati fuori dal quad all’impatto, una serie di ribaltamenti che il mezzo ha avuto nella sua folle corsa verso valle. «Non c’è niente da fare che non recuperare le salme». E’ stata la comunicazione che nessuno avrebbe voluto sentire. A quel punto l’elicottero si è tristemente trasformato in un carro funebre. I corpi dei tre sono stati trasportati prima a Monesi e poi all’ospedale di Imperia dove rimangono a disposizione per gli accertamenti dell’autorità giudiziaria (test clinici di prassi in questi casi). I rottami del quad sono stati posti sotto sequestro sempre per ordine del magistrato che ha disposto l’apertura di un’inchiesta. Ad accorrere al rifugio La Tarza è stato anche il sindaco di Triora Massimo Di Fazio, che conosceva personalmente Biancheri e Gaglio, frequentatori di Triora e in particolare di Verdeggia. La notizia della disgrazia ha suscitato cordoglio in tutta la vallata dove Biancheri (che aveva una casa anche a Borniga) era benvoluto da tutti per il suo modo cordiale e il suo essere a disposizione se c’era un albero da tagliare, qualcuno da aiutare per piccoli lavori, per fare un’escursione nei luoghi magici della terra brigasca.