HomeLa SpeziaCronacaConservatorio a due voci. Villa Marmori a rilento. Il nuovo auditorium pronto a settembreProsegue il piano di riqualificazione degli edifici dell’istituzione. Ex Lombacca verso l’inaugurazione, in via XX settembre si fatica. L’appello di Bruno: "Siamo certi che la Provincia darà una mano".Prosegue il piano di riqualificazione degli edifici dell’istituzione. Ex Lombacca verso l’inaugurazione, in via XX settembre si fatica. L’appello di Bruno: "Siamo certi che la Provincia darà una mano".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciConservatorio avanti piano: in un momento cruciale per le strutture dell’istituto di alta formazione spezzino, l’andamento degli interventi che daranno un nuovo volto al “Puccini” – su immobili dislocati su via XX Settembre alla Spezia e alla Foce –, procede con velocità diverse, e non mancano le brutte notizie. Se per l’ex casa cantoniera della Lombacca, sulle alture della città, e per la ex “Don Rubino” tutto fila liscio, si prospettano problemi per quanto riguarda le strutture di Villa Marmori, sede storica e sotto tutela. In vista della fatidica data di settembre 2026, quando i lavori avrebbero dovuto essere completati in tutti e tre i poli poco prima dell’inizio del nuovo anno accademico, le fumate saranno bianche e nere. "Gli interventi a Villa Marmori – annuncia il direttore Giuseppe Bruno, che starà in sella fino a fine ottobre, per poi passare il testimone alla professoressa Francesca Costa, eletta lo scorso marzo – si protrarranno fino a gennaio 2027: la tabella di marcia è indietro, e questo non dipende né da noi, né dalla provincia della Spezia, che è nella partita come Rup". Il Maestro non punta direttamente il dito contro gli esecutori dei lavori, per interventi da lui stesso definiti "lenti e complicati". Il bellissimo e pregiato edificio in stile liberty, scrigno di tesori frutto della maestria di artigiani e artisti, è il cuore pulsante delle attività del “Puccini”: al suo interno, segreteria, aule, auditorium. E non finisce qui, perché per il conservatorio, questo pregevole edificio progettato da Franco Oliva è anche una questione d’identità.