HomeForlìCronacaPolizia locale, polemiche sul nuovo regolamentoIl testo che riguarda il servizio unificato di Bertinoro e Forlimpopoli contestato dalla minoranza ’Voltare Pagina’ per la mancata dotazione del taser.Un agente di polizia localeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl dibattito sull’organizzazione e sulla gestione della sicurezza sul territorio torna al centro dell’attenzione amministrativa nei comuni di Bertinoro e Forlimpopoli, a seguito della recente approvazione del nuovo regolamento del corpo di Polizia Locale associato.
La delibera, passata al vaglio dei rispettivi consigli comunali il 23 giugno (Forlimpopoli) e il 25 giugno (Bertinoro), giunge a oltre un anno di distanza dall’avvio operativo del servizio unificato, sollevando reazioni e distinguo significativi da parte delle forze di opposizione attive nei due municipi. Da parte della lista civica Voltare Pagina, sui banchi della minoranza a Bertinoro, la scelta è stata quella di abbandonare l’aula al momento del voto. I rappresentanti del gruppo hanno espresso forti riserve sia "sul metodo adottato dall’amministrazione sia sui contenuti del provvedimento".
Tra i nodi principali della contestazione figura il mancato accoglimento di una proposta che mirava a inserire il dispositivo taser tra le dotazioni potenziali a disposizione degli agenti. Secondo la civica "lo strumento avrebbe un valore deterrente e garantirebbe maggiore tutela per gli operatori e per la cittadinanza nelle situazioni critiche". I consiglieri di Voltare Pagina hanno parlato di "una chiusura ideologica da parte della maggioranza", richiamando anche l’orientamento del Sindacato Autonomo di Polizia, secondo cui la semplice presenza del dispositivo indurrebbe alla desistenza dai comportamenti violenti in misura maggiore rispetto a strumenti tradizionali come il manganello. Oltre alle dotazioni, la minoranza bertinorese ha sollevato un problema di trasparenza. I consiglieri hanno evidenziato come, "dopo 12 mesi di gestione associata, il testo sia stato approvato senza dati consuntivi che attestassero i risparmi economici o i benefici concreti per i cittadini". Questo modo di procedere è stato giudicato "errato e privo degli elementi minimi per una valutazione consapevole, ricordando dinamiche simili già avvenute con il trasferimento delle funzioni all’Unione dei Comuni".









