Se fino a ieri la pista dell’omicidio sembrava essere quella più accreditata, dopo l’ispezione cadaverica sulla salma della 60enne fermana Elvira Gentili, trovata morta vicino ad una scogliera di Marina Palmense, si fa spazio l’ipotesi del gesto estremo. Il volto tumefatto viene considerato compatibile con un’eventuale caduta sulla spiaggia di sassi di Marina Palmense o con l’urto ripetuto contro la scogliera dove è stato ritrovato mercoledì mattina il corpo senza vita della vittima. Da chiarire invece le origini delle ecchimosi che potrebbero essere state procurate da terzi. Come detto la dinamica ricostruita dai polizotti della squadra mobile della questura di Fermo sembrerebbe far propendere per il suicidio, ma il procuratore capo, Raffaele Iannella, non vuole lasciare nulla al caso. Ieri intanto è stato ascoltato a lungo il fratello della donna per cercare di capire quali fossero le condizioni psicofisiche della sorella e quali fossero le sue frequentazioni. E’ emerso così che il rapporto sentimentale con il compagno si era interrotto da una decina di giorni, per il resto non c’erano stati segnali che potessero far presagire un gesto estremo. La donna non ha lasciato alcun biglietto e la sera in cui è stata vista uscire di casa per recarsi a piedi da Torre di Palme a Marina Palmense, ha lasciato le chiavi sulla porta come se avesse intenzione di rientrare subito. Le ecchimosi, la mancanza di un biglietto per spiegare le motivazioni di un eventuale suicidio e le chiavi, sono elementi che lasciano ancora qualche dubbio ed è per questo che gli investigatori della polizia, guidati dal questore Eugenio Ferraro, stanno ancora lavorando a ritmi serrati. L’allarme è scattato intorno alle 7,30, quando un bagnante aveva notato affiorare dal mare un corpo vicino ad una scogliera.
Trovata morta in mare, svolta nelle indagini
Le prime ipotesi degli inquirenti portano alla pista al gesto estremo compiuto da Elvira Gentili, anche se restano alcuni aspetti da chiarire







