Musica dal vivo e filmati per l'evento ispirato al "miglior album di tutti i tempi"

I Beatles a Milano nel 1965

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Sessant'anni tondi, e non perde un colpo. Continua a girare (come da titolo) sui piatti degli stereo, sotto il raggio laser dei lettori cd, continua a volare in forma streaming sulle piattaforme d'ascolto e non accusa una ruga. È Revolver", il capolavoro dei Beatles pubblicato nel 1966, considerato il miglior album della storia della musica di tutti i tempi, secondo tesi di gran parte della critica, guidata dalla rivista "Rolling Stone" che, nella sua classifica dei 500 miglior dischi di sempre, alterna questo disco con "Sgt. Pepper". Anche quello dei Beatles, va da sé. Insomma, un disco ma anche un manifesto. E, soprattutto, una storia. Esattamente la storia che racconterà al Castello Sforzesco questa sera Luca De Gennaro, voce storica di Radio Capital, giornalista e storyteller musicale, uno che sa da dov'è nato il rock, come se la passa oggi e profeticamente dove andrà domani. L'evento, nel cartellone di "Estate al Castello", svela tutto sin dal titolo: "Revolver, il capolavoro dei Beatles dal vivo". Oltre alle parole, con l'ausilio di immagini e proiezioni, ci sarà anche la musica live: insieme a De Gennaro è protagonista una superband composta da Alessandro Grazian, Lorenzo Fornabaio e Alberto Bazzoli, turnisti dei Baustelle, Filippo Caretti, Niccolò Fornabaio e Enrico Gabrielli insieme all'ensemble di musica da camera Quartetto Ghedini, e con la partecipazione del sitarista Leo Vertunni. Luca De Gennaro spiega i termini dell'impresa: "L'intera scaletta dello storico album è eseguita dal vivo, ed è uno dei rari casi al mondo. La storia dice che nel 1966 i Beatles chiusero definitivamente con i concerti dal vivo. I fan in delirio non permettevano a John Lennon e soci nemmeno di sentirsi dal vivo mentre suonavano, la frustrazione era tanta. I Beatles decisero di cambiare rotta: chiudersi in studio, fare ricerca musicale e realizzare dischi impossibili da riprodurre dal vivo". La serata nel Cortile delle Armi questa sera dunque è davvero speciale: "Revolver" prenderà forma sonora e la promessa di De Gennaro è che "a fine serata verranno eseguiti anche brani dei Beatles non inclusi in questo storico album". Per spiegare cosa fu Revolver nel 1966 basti dire che i Beatles, tutti tra i 26 e i 23 anni di età, composero brani complessi e immaginifici, inserirono assoli di chitarra registrati al contrario, quartetti d'archi classici (come nel capolavoro "Eleanor Rigby"), ritmi ossessivi e suoni di gabbiani (in "Tomorrow Never Knows"), testi allusivi sulle droghe ("Dr. Robert") e, altri, di caustica osservazione realistica (il lamento sulle tasse del Regno Unito "Taxman"). E se si chiede a Luca De Gennaro una sola definizione per "Revolver", la risposta è immediata: "Rivoluzionario. E lo dico senza retorica. Anche nell'intera produzione dei Beatles, Revolver è un unicum. Questo disco attesta la loro maturazione definitiva, la consapevolezza di essere grandi autori, capaci di comprendere cosa succede nel mondo. Avevano colto cosa stava muovendosi nella controcultura d'Oltreoceano". Da anni De Gennaro conduce il format "Ascoltando un disco": Cominciai a mare culturale urbano qui a Milano circa dieci anni fa spiega il critico musicale Ho raccontato album storici come Thriller di Michael Jackson, Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, Selling England By The Pound dei Genesis. Due anni fa portammo al Castello proprio il racconto sui Pink Floyd".