Ha lottato tra la vita e la morte in un letto dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove era stato ricoverato in condizioni critiche il 19 giugno. Ma alla fine il suo cuore si è arreso. È morto Aboubacar Sidibe, il sedicenne ivoriano che era stato recuperato dalle acque del fiume Adda, all’altezza di Canonica d’Adda, dopo essere stato risucchiato dalle correnti. Dopo il recupero era stato immediatamente sottoposto alle manovre di rianimazione sul posto e trasferito in elisoccorso in ospedale. Nel frattempo è stata avviata una raccolta fondi per sostenere la famiglia nelle spese legate al rimpatrio della salma e all’organizzazione delle esequie, promossa da amici e conoscenti del ragazzo. Quel giorno il sedicenne stava facendo il bagno nel fiume insieme ad alcuni amici quando è scomparso sotto la superficie.
A notarlo era stato un ventitreenne che si trovava lungo la passerella dell’Adda. "Quando sono arrivato dei ragazzi mi hanno detto che il loro amico era andato giù e non risaliva più. Guardando verso il fondale mi sono accorto di un’ombra. In controluce si vedeva appena una gamba", aveva raccontato. Il giovane si è quindi tuffato riuscendo a raggiungere il ragazzo. "Ho capito che l’unica cosa che potevo fare era provare a prenderlo. Non ci ho pensato due volte e mi sono buttato. Degli amici nessuno sapeva nuotare". Dopo averlo afferrato lo aveva riportato verso la superficie. Il sindaco di Pontirolo Nuovo, Erika Bertocchi, ha espresso vicinanza ai familiari del ragazzo. "Siamo tutti profondamente turbati dalla notizia, perché tutti noi eravamo aggrappati alla speranza che la vicenda potesse avere un epilogo diverso". F.D.







