Civitanova, 3 luglio 2026 – Nella borsetta di Isabella Di Mattia, 33 anni, originaria della provincia di Teramo, c’era il coltello a serramanico di circa 17 centimetri ancora sporco di sangue con il quale avrebbe ucciso il suo compagno, il 62enne civitanovese Marco Pennesi, al culmine di uno dei tanti litigi. “Mi sono difesa”, ha detto nel corso dell’interrogatorio, durato circa due ore, davanti al sostituto procuratore Enrico Riccioni.

Stavano insieme da 4 anni

La donna è stata sentita nella notte, dalle 2 alle 4, dopo che nelle ore successive all’omicidio, avvenuto nell’abitazione di Pennesi, sul lungomare nord di Civitanova, al civico 272, ha dormito in stato di semi-incoscienza nella macchina della polizia. Secondo quanto è emerso, Di Mattia già da qualche giorno era a casa con il 62enne. I due erano legati sentimentalmente da circa quattro anni. Forze dell'ordine all'esterno della palazzina dove Marco Pennesi, 62 anni, è stato ucciso a coltellate, in viale Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova Marche (Foto Ansa)

I vicini sentono colpi e urla fino alle 15, poi silenzio

Dal primo pomeriggio i vicini, una famiglia pakistana che vive al piano di sotto, in affitto, avevano sentito la coppia litigare animatamente: colpi e urla. Fino alle 14.30-15. Poi più nulla. Il silenzio. La 33enne lo avrebbe ferito con una coltellata ad un braccio e poi con un oggetto contundente lo avrebbe colpito alla testa: in casa, nel corso del sopralluogo, sono stati rinvenuti due manubri da palestra che potrebbero essere compatibili con quei colpi, uno più violento dell’altro. Lei, però, nega di averlo colpito alla testa.