L’annuncio.03 luglio 2026 alle 00:38
«A tutti chiedo di pregare per me. Anche io sono malato, spero di farcela». L'annuncio, con la voce rotta dall'emozione, scuote le centinaia di fedeli radunati in basilica per la festa della patrona, la Madonna delle Grazie: il sindaco di Benevento Clemente Mastella conferma la sua battaglia contro il male che lo ha colpito da qualche tempo, pochi giorni dopo la festa per il mezzo secolo di attività politica che lo ha visto attraversare la prima e la seconda Repubblica. «Hai resistito a tutto, ce la farai anche stavolta», è uno delle centinaia di messaggi di incoraggiamento giunti in poche ore al primo cittadino 79enne. «Forza Clemente», gli scrive sui social il vicepremier Antonio Tajani. Non si sa se il vecchio leone della politica, salito sull'altare per un saluto ai cittadini al termine della festa patronale, abbia deciso di parlare sull'onda di una commozione che lo aveva già colto durante il discorso, accennando all’imminente conclusione del suo secondo mandato da sindaco: «Ringrazio il popolo che mi ha accompagnato in questi anni, nel bene e nel male, di governance della mia comunità, trascorsi tenendo presente la fedeltà al compito che mi era stato assegnato». Uno stato d’animo totalmente diverso da quello che, il 20 giugno, aveva caratterizzato la festa per le nozze d’oro con la politica, al teatro Romano di Benevento, a 50 anni dalle elezioni del 1976 che lo videro approdare per la prima volta alla Camera con la Dc. Da lì iniziò la scalata: più volte ministro, sottosegretario, europarlamentare, poi sindaco della sua Ceppaloni e infine, per due mandati, di Benevento. «Il mio segreto? Ascoltare la gente. Tutti hanno il mio numero di cellulare perché se hanno bisogno sanno come e dove trovarmi» aveva detto alla festa, raccogliendo testimonianze di stima dal ministro Matteo Piantedosi e dall’antico sodale Pierferdinando Casini, con il quale, dopo la fine della Dc, fondò il Ccd schierandosi con Berlusconi nelle elezioni del 1994 e diventando ministro del Lavoro. Anni dopo la scintilla scoccò con Prodi, e Mastella - all’epoca leader dell'Udeur - ebbe la Giustizia: nel 2008 fu inquisito e si dimise, aprendo la crisi dell’esecutivo. Nove anni dopo, il proscioglimento con formula piena.










