Una rinascita, parziale ma significativa. La stagione 2026-2027 del Sannazaro sarà realizzata al teatro Mediterraneo, nella Mostra d’Oltremare, che potrebbe essere la casa temporanea del palco di via Chiaia, distrutto dal terribile incendio dello scorso 17 febbraio, anche per i prossimi 4-5 anni. Il tempo necessario per la ricostruzione della sala distrutta, come ha detto più volte il sindaco Manfredi, intervenuto ieri al lancio della stagione: «Dopo l’acquisizione del teatro da parte dello Stato, in autunno, sarà possibile stilare un piano dei lavori: se tutto l’iter rispetta i tempi credo che possiamo sperare anche in 4 anni dal 17 febbraio».
Con lui al tavolo dei relatori i gestori delle attività artistiche del Sannazaro, Lara Sansone – nipote della grande Luisa Conte - e il marito Sasà Vanorio; il loro intervento è stato applaudito più volte. Accanto l’assessore al Turismo del Comune Teresa Armato e l’amministratore delegato della Mostra, Maria Caputo. La sala congressi del Mediterraneo era gremita, specie di volti dello spettacolo legati alla “bomboniera di via Chiaia”, gli stessi che animeranno la stagione prossima: Carlo Buccirosso, Benedetto Casillo, Leopoldo Mastelloni, Lucio Pierri, Ciro Capano, Francesco Saponaro, Mario Gelardi ed Ettore Nigro, con Remo Minopoli, presidente della Mostra, nelle prime file. Teatro Sannazaro, la stagione 2026/2027 sarà al Teatro Mediterraneo: arriva l'accordo con il ComuneL’intervento Dopo i saluti di Caputo ha preso la parola Armato: «Dal primo momento il Comune di Napoli è sceso in campo, una delle nostre priorità era salvare la stagione 2026-2027 e il teatro Mediterraneo è stato la nostra prima idea per far sì che la programmazione fosse salvata». L’intervento di Manfredi: «Abbiamo trasformato un'idea in una realtà concreta, per noi era fondamentale far continuare l'attività artistica del Sannazaro e tutelare i lavoratori. Ciò garantisce anche il mantenimento dei requisiti per i contributi ministeriali».Il sindaco ha proseguito: «Ci muoviamo su due piani. Quello a medio-lungo termine riguarda la ricostruzione, sotto la regia della Prefettura con Regione e Mic. In autunno lo Stato acquisirà il sedime del teatro, nel frattempo non potevamo aspettare: la Mostra d'Oltremare fa un grande sacrificio, ma era necessario. Il Mediterraneo è bello e questa esperienza, spero breve, sarà un viatico anche per la sua rigenerazione». Ha infine ricordato che «Lara e Sasà non sono soli, il Mediterraneo porterà bene al Sannazaro. Infine, un pensiero agli abitanti del condominio colpiti dall'incendio: l'area è sequestrata per le perizie, ma la nostra attenzione è anche per loro». Teatro San Carlo, presentata la stagione 2026/2027: ecco il programma completoLa ripartenza E poi è arrivato il turno di chi è stato più colpito: «Quando le cose si vogliono e si devono fare, noi napoletani sappiamo farle presto e bene. Ci troviamo in un teatro storico, vincolato e di grande prestigio, che non tutti i cittadini ancora conoscono: questa è una sfida che mi stuzzica, faremo di tutto affinché venga a trovarci quanto più pubblico possibile» ha detto Vanorio.È seguito un momento di commozione quando ha parlato dell’impegno della moglie: «Voglio ringraziare Lara: in questi mesi è stata incredibilmente forte. Ha trovato l'energia per realizzare una stagione con ben 32 spettacoli in appena 20 giorni». Sansone: «Sono commossa, per noi significa ripartire nel segno del lavoro: abbiamo artisti e maestranze eccezionali che popolano questo organismo. È vero, abbiamo perso tutto, ma andremo avanti». Rogo del teatro Sannazaro a Napoli, al via gli accertamenti della ProcuraI nodi Resta un nodo: come portare il pubblico del Sannazaro in un posto così diverso? Ha risposto Vanorio: «Il Sannazaro era il teatro più frequentato dai turisti a Napoli, non vogliamo perdere i contatti con loro. Spostarci qui è una sfida: il nostro pubblico storico viene dal centro, perciò stiamo pensando a navette e shuttle. Al tempo stesso, amplieremo il bacino alla provincia, dato che questa è una zona comoda per chi viene da fuori. È il nostro modo di trasformare il dramma in un'occasione». Ha concluso: «L'importante è che l'anima del teatro continui a esistere. Ci sono vari fronti aperti: le indagini, la ricostruzione e, oggi, l'attività che resta viva. Tutto sarà svelato, chi ha sbagliato pagherà e la verità verrà alla luce del sole. Speriamo anche di recuperare elementi scenografici e abiti storici, con il comitato cercheremo di raccogliere più risorse possibili. Prenderò pace solo quando le porte del Sannazaro si riapriranno. Diciamo che ora il teatro sta solo riposando, tornerà più bello di prima».






