Anno dopo anno, alterando i meccanismi di percezione della realtà con la diffusione di narrative fantasiose, negando fatti di evidenza incontestabile, accreditando le teorie cospirative più inverosimili, Donald Trump ha creato un modo di comunicare che gli consente, suscitando dissensi ma non travolgenti ondate di indignazione, di celebrare la Repubblica che i Padri fondatori hanno voluto antimonarchica e col potere esercitato dal popolo, rivendicando per sé poteri assoluti. E divertendosi anche a rappresentarsi come un re con corona, scettro ed ermellino. O, cronache di questi giorni, può descrivere l’enorme arricchimento suo e del suo clan ottenuto grazie alla presidenza, come l’evoluzione naturale del patrimonio di ogni americano che ha beneficiato della crescita della Borsa. Non solo ciò è falso perché quasi tutto il miliardo e quattrocento milioni di dollari guadagnato in più da quando è alla Casa Bianca viene da affari legati alla criptovalute, un business nuovo nel quale si è tuffato durante la campagna elettorale: non è nemmeno vero che anche gli altri investitori si sono arricchiti. Anzi, è successo il contrario: il Wall Street Journal, bibbia del mondo finanziario conservatore, ha certificato che gran parte degli americani illusi dal nuovo Eldorado finanziario annunciato da Trump, un criptoscettico improvvisamente divenuto criptoentusiasta, si sono scottati.
Guadagni per Trump, non per i suoi fan
Secondo l’agenzia Nansen che misura i risultati di un milione e mezzo di investitori che dal gennaio 2025 hanno comprato criptovalute trumpiane al momento dell’emissione, in due terzi dei casi questi portafogli sono in perdita.











