La nuova flessibilità Ue sull'energia entra nel vivo e, insieme, riapre le frizioni politiche sulle deroghe al Patto di stabilità. Nella clausola di salvaguardia nazionale 'allargata' saranno ammesse misure per incentivare le auto elettriche e sostenere l'acquisto di pompe di calore, secondo quanto ha appreso l'ANSA da fonti a Bruxelles. Una nota preparata dalla Commissione europea sull'estensione della flessibilità, in origine destinata solo agli investimenti nella difesa, sarà venerdì sul tavolo del Comitato economico e finanziario. E' l'organismo consultivo composto dai tecnici senior dei ministeri dell'Economia dei Ventisette: con il passaggio al Comitato le nuove deroghe saranno di fatto operative, visto che non servirà un nuovo passaggio al Consiglio Ecofin dopo l'ok già dato all'inizio alle deroghe per la difesa.Per Bruxelles la nuova flessibilità resterà limitata e mirata. La cornice iniziale per la difesa era di investimenti fino all'1,5% del Pil in quattro anni tra 2025 e 2028. La deroga sul Patto significa in parole povere che queste spese non sono conteggiate sul deficit pubblico al momento di dare le pagelle Ue sui conti statali. Sulla quota iniziale saranno ammesse per l'energia (e non conteggiate nelle soglie limite sul disavanzo pubblico) spese fino allo 0,3% del Pil l'anno nel 2026 (non precedenti a febbraio e allo shock sull'energia con la chiusura dello stretto di Hormuz), nel 2027 e nel 2028, con un tetto complessivo dello 0,6% nel triennio. Per l'Italia, che si è battuta in prima linea per l'estensione, il dossier rappresenta uno dei principali margini di manovra ottenuti nel nuovo quadro fiscale.Nella nota della Commissione le misure ammissibili sono indicate "genericamente", trapela. Il passaggio decisivo arriverà invece più avanti: saranno gli Stati alla richiesta di attivazione, a dover indicare nel dettaglio le misure che intendono finanziare (l'elenco non sarà vincolante). Le prime domande di attivazione della clausola sono attese a settembre, con le prime autorizzazioni del Consiglio a ottobre.Tra i Paesi più attenti alla disciplina di bilancio resta cautela. L'Irlanda è alla presidenza di turno dell'Ue e da Dublino il ministro delle Finanze Simon Harris ha avvertito che le clausole di salvaguardia nazionale vanno usate "con cautela", pur riconoscendo che diversi Stati sono sotto "legittima pressione" sul fronte dell'energia.L'estensione della clausola mira a rafforzare - nelle intenzioni di Bruxelles - la resilienza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Da subito sono stati esclusi invece sussidi generalizzati o tagli alle accise. La presenza delle auto elettriche tra le misure ammesse è comunque molto rilevante politicamente, se effettivamente si andrà in quella direzione: sia per l'impatto sui consumatori e sia sul fronte dell'occupazione, in un comparto già molto sotto pressione. Il passaggio al Comitato Economico e Finanziario, da quanto trapela, non si preannuncia particolarmente teso: resta prevedibile il malumore dei frugali per ogni aumento di spesa, e di Baltici e Paesi sul fronte orientale per ogni euro sottratto alle spese per la difesa.