Si è conclusa a Trento l’indagine denominata Romeo, che nel dicembre 2024 aveva sconvolto il mondo economico e politico del Trentino-Alto Adige. I pubblici ministeri Federica Iovene e Alessandro Clemente hanno depositato una richiesta di rinvio a giudizio per 37 persone, che saranno chiamate a presentarsi all’udienza preliminare del 23 ottobre davanti al giudice Gianmarco Giua. Tra i reati viene confermata l’associazione per delinquere a carico di nove imputati. Al primo posto dell’elenco c’è l’imprenditore austriaco René Benko, un magnate con diverse disavventure giudiziarie. Compaiono anche il commercialista altoatesino Heinz Peter Hager e l’imprenditore trentino Paolo Signoretti. A diverso titolo sono invece indagati l’ex senatore (Svp, Pat, Pd) ed ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, nonché l’ex sindaca di Riva del Garda Cristina Santi (Lega), alcuni professionisti e dipendenti pubblici altoatesini.

Due anni fa la Procura di Trento aveva fatto eseguire 77 perquisizioni e ottenuto dal gip nove misure cautelari, di cui otto ai domiciliari. Tra i capi d’accusa, per una parte degli imputati, rimane il reato associativo (inizialmente aggravato dalla finalità mafiosa). Il numero degli indagati si è quasi dimezzato a seguito dello stralcio di una parte delle posizioni, sia in vista della richiesta di proscioglimento, sia a seguito dell’invio dei fascicoli altrove per competenza territoriale. Secondo l’accusa, l’associazione per delinquere aveva lo scopo di commettere reati contro la pubblica amministrazione “al fine di ottenere il rilascio di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici, o al fine di acquisire il controllo di attività economiche”, oppure “per conseguire profitti e vantaggi ingiusti per sé o per altri”. Era emersa una ragnatela di interessi imprenditoriali legati all’amministrazione pubblica.