| 2 Luglio 2026 16:02 |

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(Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine per il trattamento del cancro epiteliale dell’ovaio sieroso ad alto grado, cancro della tuba di Falloppio o cancro peritoneale primitivo. È il primo e unico anticorpo farmaco coniugato approvato e rimborsato in Italia contro questi tumori ginecologici positivi al recettore alfa dei folati (Frα) non più elegibili a chemioterapia a base di platino. Se ne parla oggi a Roma – dopo la pubblicazione, lo scorso 25 giugno in Gazzetta Ufficiale, della determina dell’ente regolatorio – in un incontro su ‘Tumore ovarico: le nuove frontiere dell’innovazione terapeutica’ a cui partecipano rappresentanti dei clinici, dei pazienti e delle istituzioni. Si tratta – riferisce una nota – della prima innovazione, nell’arco di un decennio, nel trattamento del carcinoma ovarico resistente al platino.

“Il tumore ovarico risulta in crescita in Italia e fa registrare ogni anno più di 5.400 nuovi casi – afferma Sandro Pignata, direttore Oc Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli e coordinatore Rete oncologica Campana – È una neoplasia abbastanza rara, ma al tempo stesso è la più grave tra quelle ginecologiche, nonché uno dei ‘big killers’ in oncologia. L’elevata mortalità si spiega con la totale assenza di valide strategie di screening e con i sintomi aspecifici che la malattia presenta. Le diagnosi precoci sono perciò molto difficili, gli interventi terapeutici poco tempestivi e la sopravvivenza a 5 anni si attesta solo al 43%. Vi è poi il grave problema dell’alto tasso di recidiva della patologia che è causato soprattutto dalla resistenza alle terapie ordinarie. Si calcola che fino all’80% dei casi di carcinoma avanzato va incontro a recidiva dopo un primo trattamento farmacologico con lo standard di cura costituito da chemioterapia a base di platino”.