Una 34enne portoghese residente nel capoluogo lombardo è finita nel mirino della Procura. Sequestrati telefoni e dispositivi, altri quattro indagati nel fascicolo

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Una donna di 34 anni, cittadina portoghese residente a Milano, è finita al centro di un'indagine della Procura milanese con l'accusa di istigazione e apologia di terrorismo internazionale. L'attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis, ha preso il via in seguito ad alcuni comportamenti ritenuti sensibili dagli inquirenti, tra cui la partecipazione della donna a cortei a sostegno della Repubblica Islamica dell'Iran e, in particolare, un episodio avvenuto lo scorso 25 aprile a Milano, quando si era mostrata avvolta nella bandiera di Hezbollah durante il corteo per festeggiare la Liberazione d’Italia. In quell’occasione furono diverse le bandiere gialle di Hezbollah che sventolavano insieme a quelle della Palestina.La donna sarebbe “fervente sostenitrice” della Repubblica Islamica dell'Iran che con Hezbollah ha strettissimi rapporti, essendo Teheran il principale finanziatore e fornitore di armi del gruppo fin dalla sua nascita negli anni '80. Questa mattina all'alba, i carabinieri del Ros del reparto anticrimine dei Carabinieri hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione della donna e fatto lo stesso nelle automobili a lei intestate, procedendo congiuntamente al sequestro di dispositivi informatici e degli smartphone per l'analisi delle copie forensi. Il monitoraggio dei canali web e social ha permesso agli investigatori di individuare un profilo Instagram riconducibile all'indagata, seguito da oltre tremila persone. Nel suo feed digitale sono stati, quindi, isolati 46 post considerati di interesse investigativo, nei quali la 34enne portoghese manifesterebbe un forte sostegno alla dirigenza statale iraniana e all'External Security Organisation, l'ala militare di Hezbollah inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea dopo l'attentato di Burgas, in Bulgaria, del 2012.