di
Paolo Centofanti
La Corte di Giustizia Europea ha respinto il ricorso di Alphabet che dovrà pagare una multa di oltre 4 miliardi di euro per le politiche con Google imponeva ai produttori di smartphone con Android di pre-installare app e servizi di Google
Google ha perso il ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro la multa da 4,1 miliardi di euro (già ridotta nel 2022 dai 4,3 miliardi di euro originari) comminata dalla Commissione Europea nel 2018 per abuso di posizione dominante per le politiche adottate con la fornitura della piattaforma Android nei confronti dei produttori di smartphone. Con il rigetto del ricorso, l'azienda è ora legalmente vincolata a dover pagare la sanzione all’Unione Europea.Il nodo centrale della vicenda era il modo in cui sostanzialmente Google obbligava i produttori di smartphone a pre-installare sui propri prodotti anche la ricerca di Google, il browser Chrome, oltre alle varie app Google, se volevano avere il Google Play Store sulla loro implementazione del sistema operativo Android. Specie all’epoca, ma ancora oggi, uno smartphone Android senza Play Store risulta decisamente meno attrattivo per il consumatore medio. A Google erano poi stati contestati anche i copiosi pagamenti ai produttori e operatori telefonici per assicurare che Google Search fosse pre-installato sui dispositivi, e il fatto che il permesso a pre-installare le app Google sui dispositivi fosse garantito solo a fronte del divieto di utilizzare fork alternativi di Android non approvati da Google.Google all’epoca si era difesa sostenendo che quello schema consentiva di renumerare lo sviluppo della piattaforma Android, garantendo in definitiva più scelta per tutti.










