Honor Magic V6 supera i limiti tecnologici degli smartphone tradizionali con una combinazione di ingredienti che è quella giusta per posizionarsi come top di gamma in un segmento in forte crescita, quello dei “pieghevoli”

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Sottile quasi quanto uno smartphone tradizionale da chiuso, solo 4 millimetri da aperto, resistente ad acqua e polvere e dotato di una batteria più capiente di quella di molti modelli classici. Honor Magic V6 supera i limiti tecnologici degli smartphone tradizionali con una combinazione di ingredienti che è quella giusta per posizionarsi come top di gamma in un segmento in forte crescita, quello dei “pieghevoli”.Sottile come uno smartphone normale, ma con due displayHonor Magic V6 misura 8,75 millimetri quando è chiuso e arriva a circa 4 millimetri una volta aperto. Il peso parte da 219 grammi nella versione più leggera, arrivando a dati da record negli ingombri, con l’asterisco del modulo fotocamere che sporge di qualche millimetro in più. Il display esterno da 6,52 pollici ha proporzioni vicine a quelle di uno smartphone classico, specie in larghezza così da rendere la digitazione agevole anche per chi ha le dita più tozze. Unendo a questa caratteristica lo spessore ridotto, ci si ritrova a utilizzarlo prevalentemente come uno smartphone tradizionale e, per molti utilizzi, la cerniera non verrà mai chiamata in causa. Questo non significa che lo schermo interno sia inutile, anzi. All'interno c’è un pannello da 7,95 pollici che sfrutta la larghezza per leggere documenti, affiancare diverse applicazioni per il multitasking o visualizzare con molto più agio fogli di calcolo e presentazioni. Ed è qui che fa la differenza rispetto ai modelli tradizionali: il fatto di poterlo aprire per determinati usi fa sì che, anche lavorativamente, possa essere un parziale sostituto del PC.Entrambi i display sono degli OLED con frequenza di aggiornamento variabile fino a 120 Hz. Tradotto nell'uso quotidiano, significa che le animazioni sono molto fluide quando serve, ma il telefono può ridurre automaticamente la frequenza quando l'immagine è statica così da limitare il consumo della batteria.I valori di luminosità dichiarati, fino a 6.000 nit sul display esterno e 5.000 su quello interno, si riferiscono a picchi raggiunti con contenuti HDR, ma ciò che conta realmente è la buona leggibilità all'aperto, favorita anche dal trattamento che riduce discretamente i riflessi, anche se lo schermo interno trattiene la polvere e richiede di pulirlo più spesso.La piega al centro dello schermo pieghevole non è scomparsa e si nota soprattutto con il pannello spento, osservandolo lateralmente o sotto una luce diretta. Durante la lettura, la navigazione e la visione di video, però, tende a passare in secondo piano.Honor ha lavorato anche sulla resistenza e Magic V6 è certificato IP68 e IP69, quindi offre una protezione contro polvere, immersioni accidentali e getti d'acqua ad alta pressione. È un risultato raro per un pieghevole visto che finora ci si era limitati alla resistenza contro spruzzi al massimo. E le cadute? Con la cover integrata si ha una discreta protezione ma, durante la prova, lo smartphone ha resistito a una manciata di cadute “da interno” (su pavimento liscio) e a due cadute più brutte in esterno, una delle quali ha intaccato la cover ma non ha minimamente scalfito lo schermo esposto e privo di protezione. Il display interno rimane comunque più delicato del vetro di uno smartphone tradizionale in termini di graffi. La nuova struttura in vetro ultrasottile migliora la sensazione sotto le dita e la resistenza ai segni, ma non elimina la necessità di un minimo di attenzione ed è importante far si che non restino all’interno piccoli detriti (sabbia, briciole ecc) quando lo si chiude… oltre al fatto che è sconsigliato metterlo in borsa con altri oggetti senza prima chiuderlo.Prestazioni, autonomia e softwareA gestire tutto c’è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, uno dei processori più potenti disponibili nel mondo Android ad oggi. Nell'utilizzo normale, la potenza si traduce in applicazioni che si aprono rapidamente, passaggi fluidi tra i due schermi e capacità di tenere attivi più programmi contemporaneamente.Infatti è soprattutto il multitasking a dare un senso al formato pieghevole: MagicOS 10 ha fatto un passo in avanti e permette di dividere lo schermo tra più applicazioni, arrivando a visualizzarne tre nello stesso momento. Si tratta di uno scenario di utilizzo “estremo”, ma può essere utile in alcune circostanze: è possibile, ad esempio, partecipare a una videochiamata visualizzata in una finestra, prendere appunti nell’altra e consultare una pagina web senza dover cambiare app.Non tutte le applicazioni supportano perfettamente queste modalità e alcuni comandi richiedono un breve periodo di apprendimento. Il sistema operativo di Honor offre molte possibilità di personalizzazione, ma può apparire più affollato rispetto alle interfacce di Google o Samsung che restano generalmente più intuitive.C’è poi tutto il mondo AI, anche se ancora non esiste un produttore di smartphone che sia riuscito a creare un “super agente” IA che richiama le funzioni che ci servono senza dover usare singole applicazioni. Honor cerca di fare un passo avanti, e l’impegno è lodevole perché ci sono tante funzioni IA integrate. Ma, per quanto si sia sforzata, alcune funzioni vanno raggiunte da Honor AI, altre da Gemini, altre (sempre Gemini) integrate nell’interfaccia di Android (cerca sullo schermo, cerchia e cerca) e altre ancora sono su app specifiche. Tra gli strumenti integrati più interessanti c'è la possibilità di ricavare testo da immagini, condividere rapidamente contenuti tra le applicazioni e creare combinazioni di programmi da aprire insieme. Honor ha lavorato anche sulla comunicazione con dispositivi di altri marchi, compresi alcuni prodotti Apple, una scelta utile per chi possiede un MacBook, un iPhone secondario o degli AirPods che ora si collegano facilmente tra loro (e con il V6) e possono scambiare file in maniera fluida. Lo spessore ridotto si fa sentire a livello termico quando si spinge il processore al massimo, e in quel caso il calore è percepibile, mentre nell’uso quotidiano, seppur intenso, le temperature sono sempre sotto controllo. Bene la batteria che continua ad utilizzare la tecnologia silicio-carbonio che consente di immagazzinare più energia nello stesso spazio rispetto alle batterie agli ioni di litio. Regge una giornata piena di utilizzo intenso, anche una e mezza di utilizzo più moderato.La ricarica raggiunge 80 watt via cavo e 66 watt in modalità wireless ed è tra le più veloci del settore, ma manca un sistema alla MagSafe (l’aggancio magnetico che lo standard Qi2 supporta).FotocamereIl comparto fotografico è composto da una fotocamera principale da 50 megapixel, un'ultra-grandangolare da 50 megapixel e un teleobiettivo periscopico da 64 megapixel con ingrandimento ottico 3x.Nell'utilizzo reale è soprattutto il teleobiettivo a sorprendere, perché permette di avvicinare soggetti lontani mantenendo un buon livello di dettaglio e da lì, tramite zoom digitale, consente di avere foto decenti anche a 20x mantenendo le scritte leggibili.Ottima la stabilizzazione che aiuta a limitare il mosso sia durante l’inquadratura, anche andando a zoom estremi come il 20X, sia nella fase di scatto. Le immagini hanno generalmente colori vivaci e sono pronte per essere condivise sui social senza interventi, anche se l'elaborazione può talvolta risultare evidente. Chi preferisce una resa completamente neutra potrebbe trovare alcuni colori più saturi del necessario.Il formato pieghevole offre poi una possibilità che uno smartphone normale non ha. Il display esterno può mostrare l'anteprima dell'inquadratura alla persona fotografata e permette di utilizzare le fotocamere posteriori anche per i selfie. Piegando il telefono a metà, Magic V6 può inoltre funzionare come un piccolo cavalletto per fotografie di gruppo, video e chiamate.Prezzo e conclusioniHonor Magic V6 è disponibile da oggi, 2 luglio, in Italia in configurazioen con 16 GB di memoria e 512 GB di spazio di archiviazione.