Conad mette sul tavolo un nuovo ciclo di crescita. Dopo avere chiuso il 2025 con un fatturato di 21,72 miliardi di euro, in aumento del 3,83%, e un patrimonio netto poco inferiore ai 4 miliardi, il gruppo ha predisposto un piano di investimenti triennale da 2,5 miliardi che presenterà questa mattina alla comunità finanziaria. Risorse destinate a nuove aperture, ammodernamento dei punti vendita, logistica, digitale ma soprattutto alla diversificazione. L’obiettivo è duplice: rafforzare la leadership dove Conad è già forte e accelerare là dove ci sono margini più ampi. «Nel 2025 abbiamo dimostrato che crescere in un contesto complesso è possibile, a condizione di avere le idee chiare su dove si vuole andare» spiega Francesco Avanzini, direttore generale di Conad. I numeri gli danno una base solida: quota di mercato al 14,86%, oltre 75mila collaboratori e una rete che supera i 3.700 punti vendita, di cui 125 aperti l’anno scorso. Il primo semestre 2026 conferma una traiettoria di crescita moderata sul core business, con volumi in tenuta e fatturati in lieve aumento. «Siamo in una nuova normalità» dice Avanzini, con consumi «abbastanza statici» e stime di crescita intorno al 4% annuo per i prossimi tre anni, «che dovrebbero portarci a un fatturato di 28 miliardi nel 2028 al netto di eventuali acquisizioni».