Come una stele di Rosetta dell’astronomia, una coppia di stelle diventa un laboratorio unico per decifrare uno dei grandi enigmi dell’astronomia: l’origine dei cosiddetti ‘transienti radio a lungo periodo’, enigmatici impulsi di radiazioni che si ripetono periodicamente. A risolvere il rompicapo è lo studio guidato da Kovi Rose, dell'Università di Sydney, e pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.Osservando il cielo nelle onde radio è possibile rilevare impulsi di ogni tipo, un brulicare di oggetti che si accendono e si spengono continuamente come fossero dei radiofari. Per la maggior parte sono oggetti che lampeggiano molto rapidamente, per frazioni di secondo, e si ritiene siano pulsar, ossia stelle di neutroni in rapida rotazione. Ce ne sono anche alcuni molto lenti, che possono accendersi e spegnersi anche a intervalli di decine di minuti oppure di ore. Questi ultimi sono appena una dozzina e la loro origine non era affatto chiara.Grazie al potente radiotelescopio australiano Askap (Australian Square Kilometre Array Pathfinder) i ricercatori hanno potuto studiare in dettaglio una di queste sorgenti e scoprire che è una coppia di stelle: una nana bianca, piccola ma con una grande massa, e una nana rossa più grande ma di massa inferiore, pari a circa un decimo della massa del Sole. Le due stelle orbitano l'una intorno all'altra a una distanza ravvicinata, completando un'orbita intera in poco più di un'ora, e man mano che il materiale proveniente dalla stella meno massiccia viene attratto verso la nana bianca, si riscalda ed emette raggi X. Allo stesso tempo, le interazioni tra i campi magnetici delle due stelle generano regolari impulsi radio. Secondo gli autori della ricerca, la nuova coppia di stelle, chiamata Askap J1745-5051, “potrebbe aiutare a determinare se altri transienti a lungo periodo siano più simili a pulsar o a sistemi di nane bianche, comportandosi come una Stele di Rosetta stellare", ha affermato Rose.