Il primo biglietto del Bus Rapid Transit non sarà staccato prima del 2027. Nonostante i cantieri procedano secondo cronoprogramma, per vedere in funzione le quattro linee dei bus rapidi - che stanno ridisegnando la mobilità cittadina - servirà ancora tempo. Completate le opere civili, infatti, bisognerà realizzare le infrastrutture tecnologiche e affrontare le verifiche tecniche e amministrative, oltre ai collaudi previsti dalla normativa sul trasporto pubblico. Un percorso che richiederà ancora diversi mesi e che sposta l’entrata in esercizio del sistema al prossimo anno.
È uno degli elementi emersi dal bilancio sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza tracciato dal sindaco Vito Leccese e dal presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi - all’indomani della scadenza del 30 giugno, termine fissato per il completamento delle opere principali finanziate dal programma europeo. Una trasformazione che ha investito i Comuni di tutta Italia e che anche a Bari trova conferma nei numeri: la spesa per investimenti prevista nel 2026 supera i 500 milioni di euro. Tra il 2014 e il 2021 oscillava invece tra i 40 e i 50 milioni. Nei primi anni del Pnrr è triplicata, fino a decuplicarsi quest’anno, grazie a una struttura tecnico-amministrativa che ha dovuto gestire contemporaneamente risorse e cantieri di dimensioni senza precedenti.









