Non ci sarà alcun pericolo di infiltrazioni mafiose in Sardegna né problemi di sovraffollamento nelle carceri. Parola del ministro della Giustizia Carlo Nordio che risponde in questo modo a un’interrogazione del deputato sardo Mario Perantoni (M5S) sul piano per trasferire nell’Isola i detenuti in regime di 41-bis.
«La finalità di questo regime – scrive Nordio – è impedire la permanenza di collegamenti tra soggetti detenuti e organizzazioni criminali, terroristiche o eversive. La stessa disciplina vigente prevede che i detenuti sottoposti a tale regime siano collocati in istituti dedicati o in sezioni speciali, logisticamente separate dal resto dell'istituto, preferibilmente in aree insulari».
Secondo Nordio date le norme particolarmente stringenti, ad esempio quelle che riguardano i colloqui tra detenuti e familiari, «possono escludersi incidenze negative sul territorio della presenza di tali detenuti».
In particolare poi in Sardegna «non vi è neppure un problema di sovraffollamento: le sezioni destinate al 41-bis saranno autonome e dedicate, senza determinare un appesantimento delle presenze detentive ordinarie negli istituti di Nuoro, Sassari e Cagliari».
Per Nuoro, in particolare, una volta ultimati i lavori nel carcere di Badu ‘e Carros «la presenza di detenuti sottoposti al regime speciale risulterà inferiore rispetto alla precedente destinazione al circuito Alta sicurezza 3. Per Sassari e Cagliari, le sezioni dedicate opereranno secondo modalità organizzative autonome».







