Genova – “Ci hanno rubato il telefono sotto i nostri occhi, ma per le forze dell’ordine non è abbastanza per intervenire”. Sabato pomeriggio, i due titolari del concept store Raro by David Scott stanno imballando alcune opere d’arte destinate a due clienti, quando entra di soppiatto una persona a carponi e – con loro dentro girati di spalle – riesce abilmente a rubare il cellulare e a scappare. Succede in pieno centro a Genova, a cento metri da piazza De Ferrari, in vico Falamonica. Giorgia Borneto si gira per prendere il suo Iphone e non lo trova. Dopo qualche minuto trascorso a cercarlo, decide di guardare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza e si rivede nelle immagini, mentre il ladro acquattato sottrae il cellulare dal banco su cui l’aveva lasciato. Il filmato è nitido e si riconoscono chiaramente i lineamenti di chi si è intrufolato: la tentazione è subito quella di provare a mettersi sulle sue tracce per vedere dove è diretto. “Il mio compagno lo ha intravisto mentre stava scendendo verso via San Luca, mentre noi abbiamo chiamato la polizia e poi il 112. Al centralino, però, dopo che gli abbiamo riferito che l’autore del furto si trovava nella zona di Pré e una descrizione dettagliata, ci hanno detto che essendo una situazione non grave non potevano avvertire i colleghi della pattuglia”, racconta la titolare, nonché proprietaria dell’Iphone rubato. A quel punto, l’unica soluzione possibile era presentare una denuncia. “Siamo andati in piazza Matteotti ma ci hanno detto che l’ufficio del commissariato era chiuso, per cui siamo riusciti a sporgerla soltanto il giorno successivo a Carignano”. Il modello di cellulare ha anche la possibilità di essere rintracciato tramite la funzionalità “Dov’è”: una volta al pc, ecco scoperto l’indirizzo esatto in cui si trova il telefono. “Abbiamo visto che è in un vicolo vicino a Sottoripa, così abbiamo chiamato il commissariato per fornire questa informazione e ci hanno detto che loro non possono recarsi sul posto, suggerendoci piuttosto di andare noi nella zona per vedere se l’avessero gettato in un cestino: ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi, che senso ha rivolgersi alle forze dell’ordine se poi non intervengono?”. Anche perché il senso di impotenza cresce nel sapere dove sia la refurtiva e chi ha commesso il reato. “Non è tanto per il cellulare in sé, quanto per lo spavento che ho provato. Lo uso per lavoro, fortunatamente sono riuscita a recuperare le immagini e i video che avevo girato”.