Calcio
Maradona aveva previsto tutto: “Gli Usa faranno 4 tempi di 25 minuti per la pubblicità“. In un video diventato virale in questi giorni, ma del 2018, l’ex attaccante del Napoli e ct dell’Argentina, morto nel 2020, aveva detto la sua sul Mondiale 2026, assegnato a Stati Uniti, Canada e Messico. “Non mi piace. Non c’è passione. I canadesi saranno anche bravi a sciare, gli Usa faranno 4 tempi di 25 minuti per la pubblicità e ne esce vincitore il Messico, ma non lo merita perché vince 2 partite, ma poi arrivano Brasile o Germania, come è successo a me, e subito va fuori”, aveva dichiarato Maradona.
E se sul Messico sarà da vedere se la profezia si avvererà (la squadra di casa incontra una tra Inghilterra e Congo agli ottavi, poi eventualmente Brasile o Norvegia), sulle pause pubblicitarie ha preso praticamente tutto. Il riferimento è a quelli che la Fifa ha ribattezzato come hydration break, pause per idratarsi, letteralmente, ma rese obbligatorie anche quando le temperature non sono proibitive e della durata di 3 minuti (il doppio rispetto ai vecchi cooling break), ideale per la pubblicità sia sui maxischermi che in televisione.
Maradona aveva previsto quattro tempi da 25 minuti: formalmente non è così, ma di fatto sì. Il tempo si ferma al 22esimo e 30 secondi (o giù di lì, quando si ferma l’azione) e tutto viene poi recuperato a fine primo tempo, con maxi recuperi da almeno 3 minuti nella migliore delle ipotesi. Un tempo dura così circa 50 minuti, spezzato in due dall’hydration break non apprezzato da allenatori e calciatori. La Fifa ha negato tutto, parlando di “opportunità per i giocatori di rifiatare” e reso obbligatorio per garantire “pari condizioni” in tutte le partite, ma è evidente che si tratti di una trovata per favorire le pubblicità e quindi aumentare gli introiti economici.










