Altri quarantasei mesi. Che aggiunti ai quattordici già scontati in custodia cautelare ai domiciliari, fanno cinque anni. A tanto è stato condannato don Ciro Panigara, il 49enne parroco bresciano accusato di violenza sessuale ai danni di sette ragazzini, tra gli undici e i tredici anni, che frequentavano l’oratorio di Adro tra il 2011 e il 2013 e quello di San Paolo nei mesi tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, ovvero nei periodi in cui le due parrocchie erano affidate alla sua gestione.

Il religioso, che non è mai stato formalmente denunciato dai suoi giovani parrocchiani, doveva rispondere nel complesso di nove episodi. In particolare di aver indotto i ragazzini a toccarlo nelle parti intime, ma anche di aver fatto altrettanto. Il giudice dell’udienza preliminare Stefano Franchioni, che l’ha giudicato in abbreviato, per cinque ha pronunciato il non luogo a procedere. Probabile che un peso, sulla sua decisione, abbia avuto la prescrizione.

La sentenza arriva a poco più di un anno dall’esplosione della vicenda. E’ da poco iniziato il 2025 quando la confessione di un giovanissimo frequentatore della parrocchia di San Paolo scuote la comunità religiosa bresciana. Il ragazzino racconta ad un’animatrice di essersi trovato don Ciro nel letto, nel corso di una di quelle iniziative comunitarie in cui i parrocchiani condividono giornate e nottate tutti insieme, negli spazi dell’oratorio. Racconta soprattutto che il don, nel cuore della notte, dopo aver abbassato la zip del suo sacco a pelo, gli ha afferrato le mani e se le è appoggiate sui genitali.