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Il passaggio definitivo alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) rappresenta uno dei cambiamenti più incisivi nella gestione dell’identità personale in Italia. Le regole sono però cambiate in corsa e le conseguenze sono diverse a seconda dell’uso del documento. La data del 3 agosto 2026 resta centrale, ma dopo l’intervento del Governo non va più letta come uno stop assoluto al vecchio documento d’identità cartacea.

CIE e validità del documento cartaceo: cosa cambia con la proroga

La novità più importante è la proroga. Con il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 giugno 2026, le carte d’identità cartacee non ancora scadute possono continuare a essere utilizzate anche oltre il 3 agosto 2026, entro un periodo transitorio che alcuni Comuni indicano fino al 31 gennaio 2027 (o comunque fino alla scadenza, se antecedente a tale data). La proroga riguarda però l’uso sul territorio nazionale e non cancella il passaggio alla CIE: serve soprattutto a evitare blocchi immediati nei rapporti con uffici pubblici, gestori di pubblici servizi e servizi essenziali, in attesa della sostituzione del documento cartaceo.

Per l’espatrio, infatti, il 3 agosto 2026 resta una data perentoria: da quel momento la carta d’identità cartacea non sarà più valida per viaggiare fuori dall’Italia, indipendentemente dalla scadenza riportata sul documento. Chi deve recarsi all’estero dovrà quindi dotarsi della CIE o di un altro documento valido per il Paese di destinazione.