Bruxelles – “Abbiamo alzato i tassi perché c’erano le condizioni ideali per farlo“. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, vuole essere chiara: l’aumento dei tassi di interesse dello 0,25 per cento decretato a giugno era una scelta obbligata, inevitabile per l’insieme dei dati, delle tendenze e del contesto. “Quando le prospettive d’inflazione aumentano, aumenta anche l’inflazione di fondo e gli indicatori dell’inflazione sottostante mostrano anch’essi una tendenza al rialzo, mentre il ritorno all’obiettivo del 2 per cento è previsto solo verso la fine del 2028, la decisione era evidente“, spiega intervenendo al forum annuale della BCE a Sintra (Portogallo). Non c’erano altra scelta, insiste. Il dover aumentare i tassi di intesse “era una decisione talmente evidente che è stata approvata all’unanimità dal Consiglio direttivo”.Per il futuro Lagarde non si sbilancia. Intanto perché resta fermo l’approccio basato sui dati e volta per volta, e poi perché “le cose cambiano velocemente”, rendendo tutto più imprevedibile e difficile da prevedere, in un senso come nell’altro. E’ qui che la presidente della BCE prova a rassicurare: “Penso che oggi rischi sono un po’ più bilanciati rispetto a poche settimane fa“, dice a proposito dell’andamento delle quotazioni del greggio, che con “rapidità” sono scesi da da circa 100 dollari a 72 dollari al barile. Inoltre, “la stagflazione è un concetto degli anni Settanta che si rifa a condizioni economiche che non abbiamo al giorno d’oggi“.Anche il governatore della banca centrale del Canada, Tiff Macklem, conferma: “Stagflazione vuol dire inflazione a doppia cifra e disoccupazione a doppia cifra“, situazione che non c’è per il bene di tutti, a partire per le banche centrali perché “se avessimo una situazione di questo tipo sarebbe il nostro fallimento”.La presidente della Banca centrale europea, quindi, assicura pubblico e mercati: Come BCE “stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire la stabilità dei prezzi”, e “non permetteremo che l’inflazione sfugga di mano“. In questo percorso e in questo impegno, però, la Banca centrale europea intende lavorare più silenziosamente da qui in avanti. Vuol dire bocca cucite sulle intenzioni. “Abbiamo deciso già da tempo di abbandonare le indicazioni prospettiche“, sottolinea Lagarde.Le indicazioni prospettiche sono sono informazioni che la banca centrale può fornire riguardo alle sue future intenzioni per quanto concerne la politica monetaria, in base alla valutazione delle prospettive per la stabilità dei prezzi. “Se ho un rimpianto è quello di essermi sentita vincolata dalle indicazioni prospettiche“. Da qui in avanti, quindi, gli operatori finanziari e i mercati “dovranno fare un po’ più di lavoro da soli, e non potranno limitarsi ad affidarsi automaticamente a una indicazioni prestabilite”.
Lagarde: "Aumento dei tassi di interesse era scelta obbligata"
La presidente della BCE, Christine Lagarde: "C'erano tutte le condizioni per aumentare i tassi di interesse"








